UFOCTLINE N.10 Luglio - Agosto 2013 - Page 2

Pagina 2 Prima di occuparmi della “reverse engineering”, ritengo opportuno premettere un antefatto relativo a una mia vicenda personale. In una calda giornata di metà giugno del 1986 rividi, dopo parecchi anni, un mio parente. Un ingegnere nucleare nato a Giarre, che si era laureato a Torino, e che da circa trentacinque anni aveva abbandonato il suo paese d’origine. Negli anni ’50 egli riuscì a piazzarsi al primo posto in un concorso, a livello europeo, riservato ai laureati in ingegneria nucleare. Egli fu subito contattato per essere assunto, e firmò un contratto con il governo degli Stati Uniti, a condizione che avesse assunto la cittadinanza americana. Ricordo che dopo averlo atteso, lo prelevai a bordo della mia auto presso il terminal americano della ”Naval Air Station” di Sigonella, stesso sito ove in quello stesso periodo mi trovai a svolgere servizio nel settore italiano. Una volta giunti a casa il tema della discussione a quattrocchi si spostò sui fenomeni aerei anomali, da me osservati anni prima presso un ente militare interforze. Quei fenomeni UFO avevano suscitato in me una viva impressione e una grande curiosità. Degli oggetti volanti non identificati di cui fui testimone insieme a molti altri colleghi delle tre forze armate, avrei gradito da tempo una spiegazione, anche perché, nel mio status, dati i tempi, di essi non ne avrei potuto e dovuto parlare con nessuno. Proprio in quella occasione mio cugino stava per cessare dal suo incarico, per fare parte di una grande industria americana costruttrice di velivoli militari. Nella fattispecie, si accinse a svolgere quella che sarebbe stata l’ultima sua missione in Europa. Infatti, egli mi disse che se gli avessi rivolto quella domanda nel corso della sua precedente visita in Sicilia, sicuramente non avrei ottenuto da lui alcuna risposta degna di nota. Ma nel corso dell’ultimo incontro in Sicilia egli mi volle rendere partecipe delle sue interpretazioni sui suddetti fenomeni, che lui considerò originati da velivoli extraterrestri. Mi fornì spiegazioni che avevo atteso da anni. Inoltre, mi rivelò l’esistenza della “reverse engineering”, che allora non conoscevo. Al termine di quella sua fugace visita mi invitò negli Stati Uniti, con la promessa che mi avrebbe presentato un suo vecchio amico fidato, che in merito mi avrebbe potuto dare delucidazioni ancora più esaustive. Cosa che si verificò due mesi dopo, quando ebbi il privilegio di conoscere un distinto e simpatico signore allora sessantenne, che parlava in americano, ma che di tanto in tanto non disdegnava di lasciarsi andare a qualche frase in corretta lingua italiana. Si trattava di un Colonnello dell’U.S. Army, ormai da parecchi anni in congedo, dal cognome italiano, che mio cugino mi presentò, e che in quella occasione mi prese a ben volere. Una persona che aveva maturato una esperienza incredibile in qualità di dirigente dell’Intelligence. L’incontro a tre durò circa un’ora, e la discussione fu incentrata su argomenti che mi lasciarono letteralmente sbalordito. Cercai di memorizzare tutto ciò che mi fu riferito, e quando raggiunsi in assoluta solitudine la stanza ove fui ospitato, compilai per ore appunti, che riposi all’interno di una busta, che custodii per anni. Di quel colloquio non parlai con nessuno, soprattutto per non tradire la fiducia che il mio parente e il suo amico riposero in me. Solo quando andai in pensione sviluppai gli appunti in essa contenuti, che poi integrai con mie ricerche più recenti. Quegli appunti mi furono indispensabili per ricostruire i fatti. Ora i tempi sono maturi per trattare questo argomento, che peraltro da una ven [H8&X[H0]][][[ۈ[\HؚY]][H[\HXX[^]HHH[[H[Z][H[]\]KH8']\H8$[[Y\['K[HH\HHY[HHH\H[Y[ZH[]H[Y[H[Y[]K[H\\HH[]]HXۛXH HݛH[8&Z[\H\HZ[]\KXH[[HX\H\ۛHۛۙK[HX\[XHYܙ]^K\H[\]\HH[H\H[H8$Xܙ]Hۈ\HHۈ0Z[]\K8&XY\ܝ[ܝ[YHZHH[8&Q[ZYܘ[[^H]X][[\\H\H KHܙ8$\H\Y\ ]YJKHۜY\][]]8'XZ\X8$ L'H[[YX[H\ݛ[Y[[H8']\H[[Y\['HZHX]\X[H[Y[Hݙ[Y[HZH8'ܘ\8'KYK]Y\Y\ܝ\[H][YX[[Y[HY]H]Y[H\Y\\ۜ[\H[\ۘ[HHY][\H[H]ܛۈH\]KY]X]HH[ Hۈ\\[ۛY[[H\YۚXH][H[8&X]X^[ۙHZ[]\K