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N. 8 - La radio

IL 30 OTTOBRE 1938, quasi esattamente ottant'anni fa, era una domenica. La cittadina di Grover's Mill, in New Jersey, trascorreva una giornata tranquilla, al limite della noia. Finché non atterrarono gli alieni. O, per lo meno, questo fu quello che disse la radio.

Nell'epoca d'oro della radio esisteva una grandissima varietà di trasmissioni, esattamente la stessa che oggi ci offre la televisione. In Italia il suo periodo d'oro è solitamente indicato in un arco di circa quindici o vent'anni dai primi anni '50 sino al periodo a cavallo tra gli anni '60 e '70; per quanto riguarda gli Stati Uniti, invece, la lancetta deve essere spostata indietro di circa vent'anni, difatti per convenzione si usa indicare come fine del periodo aureo per le trasmissioni radiofoniche il 1950. Sarebbe effettivamente troppo lungo analizzare in questa sede il come e il perché di questo forte "sfasamento temporale" e - detto sinceramente - non ci interessa neanche un po'. Quel che ci interessa davvero è cosa trasmettessero di così avvincente sulle frequenze U.S.A.

Oltre ad assolvere ai normali doveri di informazione (notiziari, bollettini, ecc.), naturalmente la radio dello zio Sam si

preoccupava dell'intrattenimento degli onesti cittadini: concerti, giochi a premi, radiodrammi, trasmissioni comiche e tutto quel che poteva essere trasmesso attraverso l'etere. Tra le varie categorie di programmi ne esisteva una forse non molto folta ma sicuramente agguerrita e seguita da un nutrito stuolo di sostenitori: le trasmissioni dell'orrore. Mystery Theater della CBS, Inner Sanctum colla sigla introdotta dal sinistro scricchiolio di una porta, o ancora Dimension X, Gunsmoke, Johnny Dollar, I Love Mystery, Suspence e tutta l'infernale genia dell'orrore radiofonico primigeno: Lights Out.

INTENDIAMOCI, SONO TUTTE trasmissioni che oggi risulterebbero a dir poco comiche nella loro ingenuità, coi rumori ricreati in studio "in diretta", colla loro musica d'organo hammond, flexatone e gli innumerevoli espedienti per aggiungere colore alla trasmissione, esattamente come ci fanno sorridere gli episodi di Ai confini della realtà (diverso mezzo ma eguale effetto). Tuttavia si trattava di narrazioni fortemente evocative per l'epoca, che hanno segnato l'immaginario di centinaia o addirittura migliaia di persone, non solo per "la novità", ma

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Orrore alla radio

di Luca Fialdini