RIMLIGHT Models & Photographers Magazine RIMLIGHT Models & Photographers Magazine - N. 7/20 - Page 36

che vogliono fare, senza tenere in minima considerazione la mia opinione. In quei casi mi indispettisco, perché la scelta di un fotografo è importantissima per il cliente e snaturarci per noi è frustrante. Peggio ancora sono quelli che ti presentano lo stile di un altro fotografo che puntualmente non c’entra nulla con il tuo, mettendoti in forte difficoltà. Una bella storia si può costruire insieme, mettendo in primo piano le necessità del cliente e l’estro del fotografo, o a volte dei creativi che lavorano all’interno della stessa azienda. Ma spesso, quello che vedo è creatività zero e ricerche spasmodiche sul web. Ho letto che una delle tue foto di cui sei più orgogliosa è quella di una donna immersa in acqua col sangue che scorre dalla bocca. Quali emozioni suscita in te e come vorresti che venisse interpretata? Se devo essere romantica ti rispondo così: “Quella è la foto del mio cuore in frantumi”. Quella foto mi ha insegnato tanto e continua a farlo tutt’oggi, a distanza di anni. Quando la guardo vedo me stessa, tutto quello che non riuscivo a dire, che mi teneva bloccate le mani e le corde vocali. Ne sono orgogliosa perché è la piena rappresentazione di ciò che ero, che in fondo sono ancora (ma oggi molto in fondo). Vedi, quando fai una cosa del genere, metti a nudo ogni lato di te, fai entrare le persone che guardano, in luoghi in cui vorresti che mai nessuno ne conoscesse l’esistenza. Per molti è semplicemente “una crosta” come si dice per i quadri, e va bene così, deve essere così. Io voglio che solo chi sa vedere possa guardarla e capire quante lacrime ci sono dentro. Forse proprio per questo è una foto molto copiata, perché la gente che lo ha fatto non ha avuto rispetto delle emozioni altrui. Magari hanno ricevuto anche dei complimenti, ma se non hai emozioni, non dai emozioni e prima o poi quelli che ti guardano se ne accorgono. Fotografa Manuela Kalì Modella Rebecca Rocchi Sbaglio o hai una preferenza per i toni freddi e le atmosfere cupe, soprattutto nei tuoi progetti personali? Perché? Sí, come dicevo amo le atmosfere cupe. Le storie malinconiche poi sono quelle che “avvicinano” le persone sensibili: io lo sono, spesso troppo anche se maschero bene, e non so spiegarti perché il mio modo di pensare vada esattamente a toccare determinati tasti e rappresenti quello specifico modo di essere. Credo solo che la costruzione della vita di una persona fino a un certo punto la porti a seguire una determinata RIMLIGHT Models & Photographers Magazine n. 7/2016 - 36