Raceday News 2014-2015 - Page 4

PAZZO PER LA NEVE Jader Vagnini è di San Marino. Entusiasta, simpatico e aperto, ha partecipato a diverse edizioni del Challenge ottenendo buoni risultati e vincendo parecchi premi. Quando hai iniziato a correre? “Nel 1996, nel Trofeo Cinquecento che conclusi al secondo posto fra i debuttanti, davanti a bravissimi piloti: a quei tempi po i gli iscritti erano sul serio tanti e mi pare che quell’anno fossimo una cinquantina. Una bella esperienza e un ottimo modo per iniziare. Nel ’98 ho corso nel Trofeo Terra e poi, con mia grande soddisfazione, ho vinto il Trofeo Seicento delle Regioni, sia la sezione challenge, sia quella piloti. Il premio era partecipare al mitico Rallye Monte-Carlo e così, a gennaio dell’anno successivo, ero alla partenza di quella bellissima gara. Un’emozione, eravamo in un team ufficiale e avevamo addirittura un ricognitore tutto per noi! ”. Com’è nata la passione per i rally? “Fin da ragazzino, in effetti. Negli anni ’80 e ’90 venivano piloti famosi a correre il San Marino. Mio zio aveva un albergo che si riempiva di piloti e meccanici, dall’altra parte della strada i miei genitori avevano una pizzeria davanti alla quale si piazzavano sempre alcuni team a fare assistenza e io ero sempre li a curiosare. In quel periodo non Jader Vagnini e Alice Palazzi - Renault Clio R3C mi perdevo una gara: le prove speciali che si disputavano vicino a casa le andavo a vedere in bicicletta. Quando finalmente ho preso la patente ogni inverno mi divertivo ad andare a fare un po’ di traversoni sulla neve. Avevo una Fiat 127 che noi amici chiamavamo “zeroventisette”... Di auto ne ho distrutte un po’, ma guidare sulla neve, secondo me, aiuta veramente tanto ad imparare e a saper gestire il mezzo. Da li nessuno mi ha più fermato”. Quali tipi di gare preferisci? “In assoluto quelle su sterrato. Mi piace la neve e in generale i fondi con bassa aderenza, per cui nulla di meglio delle gare su terra. Comunque fondamentalmente mi piace correre per cui vanno bene anche le gare su asfalto”. Qualche avvenimento particolare che vuoi condividere? “Tutti i momenti della mia carriera di pilota sono stati indimenticabili, ma uno in particolare mi ha emozionato: il Rally di Messina del 2000. Ho concluso terzo assoluto con una Renault Megane Maxi, e già questo era fantastico, ma soprattutto ho condiviso il podio con Piero Longhi che aveva vinto con una Toyota Corolla WRC e con Paolo Andreucci, secondo con una Subaru Impreza WRC. Questa è stata una grandissima soddisfazione e un momento assolutamente indimenticabile, insieme all’esperienza al Monte-Carlo”. Cosa pensi del Challenge Raceday? “Mi piace e infatti continuo a essere presente tutte le volte che posso. Le gare sono ben organizzate, le prove speciali veramente tutte molto belle e spettacolari. Non ho potuto partecipare alla nuova gara inserita quest’anno, il Nido dell’Aquila, a causa di problemi di lavoro. Ma c’ero alla Ronde della Val d’Orcia e anche al Balcone delle Marche e cercherò di disputare anche le altre in calendario. Il Challenge è organizzato bene da ottime persone”. Quante edizioni hai disputato? “Questa è la terza stagione. Nella scorsa ho vinto tra le 2 Ruote Motrici e poi alcuni dei trofei proposti, come Sparco, Pirelli e anche il mio Raggruppamento”. C’è qualche cosa che cambieresti o che aggiungeresti nel Challenge? “Se posso dare il mio parere, consiglierei di modificare le prove o almeno di invertire il senso di marcia, dove possibile, per variare un po’ rispetto a quanto viene ripetuto ormai da un po’ di anni. Cosa aggiungerei? Beh…una gara in pista su neve e ghiaccio, si potrebbe inserire nei tre mesi invernali centrali e magari creare una gara con scontri diretti, una cosa tipo Motor Show”.