Raceday News 2014-2015 - Page 7

INTERVISTE A tu per tu con Alessandra de Bianchi LA VOGLIA DI VINCERE Francesco Fanari è di Foligno e anche quest’anno si sta dimostrando protagonista del Challenge: terzo assoluto al Nido dell’Aquila e quarto assoluto in Val d’Orcia. Quando hai iniziato a correre? “Il 14 Luglio del 2002, però a me sembra ieri... Ricordo tutto perfettamente, soprattutto il temporale un’ora prima della partenza che mi gettò nel panico. Per me era il rally di casa: il Valle Umbra Sud che non esiste più, purtroppo. Partenza dal corso principale della ‘mia’ Foligno con una Peugeot 205 Rallye preparata dalla mitica famiglia Paletta di Perugia. Da quel momento non ho più smesso e devo ringraziare tante persone che hanno creduto in me”. Come è nata la passione per i rally? “Non vengo da una famiglia ‘da corsa’, né da una terra di motori, tutto è nato in maniera apparentemente inspiegabile. Fin da piccolo sono stato sempre molto competitivo, volevo essere il primo in quello che facevo e amavo il rischio. A 14 anni ho scoperto il brivido che mi regalava la velocità, dominarla e arrivare al limite, prima con uno scooter super-preparato e poi con i Kart. A 16 anni ero incantato dalle evoluzioni delle auto da rally degli anni 80-90 e dal mitico Colin McRae: è nata così la voglia di provarci, di capire se ero bravo con un volante tra le mani. Grazie ad un paio di amici di quelli ‘giusti’ e alla mia famiglia il sogno è diventato realtà” . Come mai hai scelto gare su terra e non asfalto? “È stato amore a prima vista! I primi due o tre anni ho corso su asfalto, ma dopo il primo test su terra con la Fiat Stilo Trofeo ho capito che il divertimento era almeno triplo. Guidare sempre di traverso è tutta un’altra storia. I ‘veri’ rally sono sulla terra. Il mio obiettivo poi divenne correre nel Mondiale; questo mi fece concentrare ancora di più sui fondi sterrati. Nel 2008, 2009 e 2010 ho disputato il WRC, e nel 2008 ho vinto la classifica Junior. Peccato che siano tempi andati…” Cosa pensi del Challenge Raceday? “Bello e ben organizzato. Traspare la passione e la competenza di Alberto Pirelli e del suo staff. La chiave del successo, secondo me, sono le prove speciali mitiche che vengono proposte. Le stesse dove, in passato, è stata scritta la storia del nostro sport. A fine prova, che si sia fatto un bel tempo oppure no, sicuramente ci si è divertiti. Ottima la formula del fine settimana e ottima anche l’ammissione delle World Rally Car. Avere due prove così in ogni gara (e alcune location lo permetterebbero) sarebbe il massimo”. Vuoi condividere qualche avvenimento particolare della la tua carriera di pilota? “In 12 anni di corse, ne ho viste e vissute tante! Non scorderò mai il test in vista del mio primo Mille Laghi. Dopo aver provato tutta la mattina su una strada velocissima piena di dossi e salti, vicino a Jyväskylä, in puro stile “finland”, ero convinto di andare abbastanza forte ed ero fiducioso per la gara. Nel pomeriggio doveva venire un istruttore della Tommi Mäkinen Racing che mi avrebbe dato qualche dritta per affrontare al meglio le PS finlandesi: beh, dopo i primi chilometri insieme rimasi letteralmente allibito! Ad ogni dosso usava una marcia in più rispetto alla mia ed era almeno 10 km più veloce! Realizzai che fino a quel momento ‘avevamo scherzato’ e che sarebbe stata una gara molto dura! Il rally andò bene ma i ‘Flying Finns’ volavano sul serio…Irraggiungibili, la prima volta che si va a cor- rere a casa loro! Un momento indimenticabile è il giorno in cui ho vinto il titolo riservato ai debuttanti nel Campionato del Mondo Rally 2008. Un risultato del quale vado fiero e una grande soddisfazione che, forse, non si ripeterà”. Come è andata la prima gara della stagione del Challenge Raceday? “Alla grande! Terzo assoluto e 1° di Gr. N. Ci tenevo a far bene nella gara di casa, ma onestamente non credevo di poter lottare per il podio visti i piloti e le auto al via. Ho preparato meticolosamente la gara durante i test del venerdì ed ho cercato di rimanere sempre concentrato guidando senza commettere errori nei quattro passaggi che portano sulla vetta del Monte Pennino. Tutto ha funzionato alla grande: le gomme Pirelli sono state perfette, l’auto era velocissima e i ragazzi della PB hanno svolto un ottimo lavoro. Un inizio stagione perfetto, ma la strada è lunga e tortuosa e gli avversari non scherzano”. Come ti sembrano le altre gare del Challenge Raceday? “E’ dura scegliere la più bella, le conosco tutte e sono tutte fantastiche. Queste PS ce le invidiano in tutto il mondo. L’anno scorso ho fatto molto bene al Valtiberina nonostante fosse la prima volta che disputavo l’Alpe di Poti. Spettacolare anche quella di Radicofani, dallo start fino al paese è l’università dei rally. Manca solo una bella prova speciale dalle parti di Gubbio, poi siamo davvero al top! Sono certo che ne vedremo delle belle anche quest’anno!” Francesco Fanari e Silvio Stefanelli- Mitsubishi Lancer EVO IX N4