Pallavoliamo Gennaio 2014 - Page 97

con la famiglia, e sconvolgendo ovviamente le mie abitudini: spesso ci rechiamo all’estero, in Germania, per allenarci al chiuso, cosa che in Italia non è possibile, perché le piste sono all’aperto e quindi gli allenamenti sarebbero condizionati da gli agenti atmosferici. Al ritorno, io sono la più lontana, e per riabbracciare la mia famiglia devo fare ulteriori chilometri... ma è un sacrificio che mi pesa solo relativamente, se penso che l’obiettivo che sto inseguendo è anche il mio sogno, il sogno di tutti”. Chi potrà fermare Francesca? “Obiettivamente, credo che i miei record resisteranno per un po’, almeno fino a che mia sorella, la fondista più giovane della nostra squadra ma già molto forte, non riuscirà a batterli...”. Sorrido a queste parole, che mi fanno ricordare quelle di una campionessa del volley, che tanti anni fa, alla sua prima intervista per queste pagine, rispose alle mie parole ammirate: io ho una sorella che è ancora più forte di me! Gli appassionati immagineranno di chi si tratti, e in quel caso, come in questo, la vita è trasformata dallo sport in una staffetta, in cui il testimone della fatica, del sacrificio, della soddisfazione nel migliorarsi quotidianamente, e della grande umiltà che ci vuole per sopportare tutto questo, è molto più prezioso di una bacheca colma di coppe e medaglie. Cerchio o linea, lo sport vince il tempo, non solo nella vittoria che rende immortali, ma nell’eredità che sappiamo lasciare a chi raccoglie il nostro testimone. E l’eredità di Francesca è già molto preziosa. Servizio di Martina Ricca Fotografie di Giovanni Cingolani 97