Pallavoliamo Gennaio 2014 - Page 28

B-SIDE 28 il mondo, a Londra. Nonostante però tutto il duro lavoro svolto da molte persone che si impegnano per sviluppare la pallavolo nel Regno Unito, la decisione di UK Sport di non finanziare più le squadre, ha paralizzato questo sport. Le Olimpiadi londinesi quindi non sono state l’occasione, come potevano essere, per appassionare il Regno Unito al volley femminile, e per iniziare a costruire intorno ad esso un’organizzazione articolata che potesse imitare quelle proprie di altre discipline, dalla struttura consolidata e dalla grande tradizione sportiva. La nazionale di volley femminile è addirittura scomparsa dopo i Giochi Olimpici, e per Ciara, come per tutte le altre atlete che ne hanno fatto parte, è venuto a mancare un pezzo importante di carriera, e soprattutto di esperienza, che a livello internazionale ora è possibile solo nei club stranieri. Questo dà l’idea di cosa intenda Ciara quando afferma di essere stata fortunata ad essere cercata e a giocare in squadre europee impegnate in competizioni importanti. L’assenza degli impegni con la nazionale, tuttavia, le ha permesso di riprendersi un pezzo di vita, soprattutto affettiva: “Da quando c’è stato lo scioglimento della nostra nazionale ho molto più tempo libero e posso dedicarmi ai viaggi durante l’estate. Sono riuscita a raggiungere la mia famiglia e i miei amici che non vedevo da molti mesi, se non anni. Direi che mi sono goduta appieno i mesi di stop dagli allenamenti e partite. Sono stata a Budapest, Berlino, Colonia, Londra, Las Vegas. Sono andata a trovare mia sorella in Ecuador e sono tornata a Miami coi miei genitori. Ma ad agosto ero prontissima a indossare le ginocchiere e a rimettermi al lavoro”. I viaggi: ecco una delle grandi passioni di Ciara, che da quando è arrivata in Italia non ha