Pallavoliamo Gennaio 2014 - Page 118

IN CORPORE SANO persona che pratica un’attività fisica regolare ma non professionistica... per quest’ultimo, fermarsi per curarsi significa perdere ore fondamentali di allenamento! È davvero difficile correggere questo eccesso nella mentalità dell’atleta, ma a volte il riposo è necessario non solo per ripristinare la funzionalità completa dell’articolazione o per debellare lo stato infiammatorio, quanto per evitare di aggravare una situazione già compromessa. 118 Un’altro grande pregio, che è anche un grande difetto, è la soglia de dolore, in genere alta per un atleta: proverbialmente Toni Zetova amava affermare che “se ti svegli la mattina e non senti dolore, non sei un’atleta!”. Si impara a sopportare il dolore in ogni situazione, anche se in caso di lesioni importanti, ovviamente, ogni movimento è compromesso. Ma è proprio il dolore ciò che va tolto, per prima cosa, in uno stato infiammatorio: non basta fermarsi, perché l’infiammazione irrigidisce le fibre, che hanno bisogno di una terapia specifica per recuperare l’elasticità che è loro propria. Oltre all’immancabile borsa del ghiaccio, terapie manuali (massaggi o manipolazioni), strumentali (tecar, laser) o farmacologiche (antiinfiammatori) sono, al di là delle situazioni patologiche e dell’impostazione di ogni fisioterapista, sempre dei validi aiuti da dosare ed applicare con criterio.Non ricorrete a rimedi fai da te: ne ho visti molti nella mia carriera di fisioterapista, soprattutto nel contesto di squadra in cui molte giocatrici straniere portavano con sé in spogliatoio tante usanze diverse... la fisioterapia è pur sempre una scienza! La ripresa dell’allenamento deve essere graduale e attenta alle fasi si stretching e riscaldamento muscolare, per evitare ricadute. Inoltre, una volta guarito il sintomo, bisogna andare alla causa: perché