My first Magazine dialogo_giugno_2018 - Page 30

territorio territorio Castel Madruzzo Ipotesi per un centro culturale polivalente di Alberto Chistè u na Valle dei Laghi “incantata” è quella che si sco- pre incontrando l’antico Castel Madruzzo, che domina il territorio con una solennità medievale piena di storia del territorio. Immerso in una natura ancora selvaggia, il maniero porta con sé i suoi molti secoli di vita, con gli avvenimenti e le vicende che lo hanno connotato. Qui nacque Cristoforo Madruzzo (1512-1578), principe ve- scovo di Trento, il quale diede inizio ad una continuità di potere famigliare feudale (signori di Denno - Nanno e Ma- druzzo) che durò più di cento anni. Castel Madruzzo - eret- to a partire dal 1161 sulla sommità della rupe, sovrastante il villaggio di Madruzzo - fu in origine pensato e funzionò come struttura fortificata, tuttavia aperta alla presenza degli abi- tanti dell’antico borgo. A partire dal XVI secolo con Giovanni Gaudenzio di Denno - Nanno, capostipite della seconda fa- miglia che si nominò Madruzzo, si devono i lavori di sistema- zione del “vecchio palazzo” di abitazione esistente tra le torri 30 e la costruzione di un “nuovo palazzo” di gusto tardo rinasci- mentale. Al termine del XVI secolo risale la realizzazione di un vasto parco cinto da mura che ancora oggi si estendono tutt’intorno alla rupe. Con la fine della dinastia della secon- da famiglia Madruzzo, avvenuta nella seconda metà del XVII secolo, il complesso subì un lento ma inarrestabile degrado. Importanti interventi di restauro furono eseguiti nel periodo fra otto/novecento con le proprietà Larcher e poi Montagna. Ancor oggi una ripida strada cinquecentesca conduce ad un vasto tratto di parco caratterizzato dalla presenza di lecci, secolari cipressi e proseguendo la strada lungo il parco si giunge al giardino del cortile interno. Qui lo sguardo è su- bito attratto dalla maestosa chioma di un tiglio selvatico e dalla presenza di un’antica vera da pozzo in pietra posta in prossimità di un secolare faggio rosso. Un giardino “segreto”, realizzato nell’ottocento con stretti terrazzamenti rispettosi di una tipologia e tradizione più antiche. Questi si trovano a ridosso del “nuovo Palazzo” e contengono, allo stato at- tuale, piante di bosso, fiori ed un solo esemplare di pianta esotica (palma di Fortune). Nel porre in luce l’elevato valore storico architettonico del complesso e dell’intero sito – nel quadro di un recupero / conservazione dei beni monumentali e della rivalutazione storico-critica delle grandi selve e degli ormai rari “giardini naturalistici” giunti a noi dopo secoli di splendida storia – è propugnabile l’idea di recuperare Castel Madruzzo per farne un centro polivalente d’elevato interesse pubblico, secondo un modello di sviluppo sostenibile della Comunità, rappre- sentata questa dalle sue Amministrazioni Comunale e Pro- vinciale. L’ipotesi di rilancio in chiave moderna, sotto il pro- filo turistico-culturale – da me avanzata nella pubblicazione “Castel Madruzzo. Ipotesi per un centro culturale polivalente” (2015) - prevede da un lato interventi finalizzati alla conser- vazione/consolidamento degli antichi manufatti esistenti; dall’altro lato soluzioni progettuali moderne, nella scelta di coperture e volumi trasparenti affiancati alle murature pree- sistenti, concepite come il più possibile reversibili. Un volume completamente vetrato appoggiato alla torre detta di Gum- pone sarà destinata a Sala conferenze ed Esposizioni. Nel Pa- lazzetto ad ovest del complesso, saranno inserite le funzioni e i servizi necessari alla biblioteca. All’interno della cavità quadrangolare dell’antica torre detta di Boninsegna si preve- de una scala in metallo concepita con un percorso museale per l’esposizione di suppellettili e riproduzioni di opere d’arte narranti la vita cardinalizia dei Madruzzo. Le diverse funzioni proposte saranno collegate tra loro per mezzo di cammina- menti in quota, mentre un percorso a terra, permetterà al vi- sitatore di raggiungere gli spazi verdi presenti all’interno ed all’esterno delle mura castellane. Il complesso castellano si presenterà in alcuni spazi cortilinei come rilettura di un tra- dizionale ortus conclusus tridentinus piantumato, in partiture geometriche, alternando le piante officinali ai fiori. Dall’Ottocento, grazie all’impegno dei proprietari del 6Ч7FV6 :7&VFV&F6&666&GFW&FFVV66WRf&WL:&F6R6Rfg&RVFR&&&VR7VVFFVvRFV֖vƖ&R66Vw&fFVG&RRЧ&7F666V( &V6\;"FVFf6&RV76R֖FW7Fgf6G&V&&RW76W&RVvF66W'FR7WGF6ƒ&fW&&ƒVVw&FR6'&VFR&ЦF6֗GFVWW&V6R6&GFW&;"F'F6&PRFW'&RRvfW&6'W&v6( GWGFf7F&VFP&666R6&6F67FVG'WR7V6GF7FFP&FFf6WfVB6&fFV6FVVvWF66FGV&&RFV禖ƗL:GW&7F6RRG&V&&W&W76W&RV&6VR&V66F&RV&WGFfVƖf6FRW FW'&F&VBV66VVFRW6VF&V7WW&W"w&FfЦ&&VFƞ( 66vƖR( 666RW"&fvW&RVVff6:f6VgWGW&VvFV( VFRV&&Ɩ6V( 2ЧV6RRvW7FRFVW7F7G&&F&G&6P6&V&&R77W&Ff"6FW&R&fff6:fVv6VЧFVVFR&V7WW&FW"6FV&RB&'6FW'&F&F7V :'FRW76V禖R&&Ɩw&f&W'F67L:FVƒ67FVG'WFW6W"V6VG&7VGW&RƗfVFRG&VF#Rf6VV66W6R6FRfƒG&VFRR&F6Ч6WW&V67FVG'WFW6W"V6VG&7VGW&RƗfVFR7W&F&W'F67L:FVƒG&VF#R3