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Corrado Anselmi Skira architetto / architect A Barbara mi hanno legato 20 anni di collaborazione e una trentina di mostre sulle quali abbiamo avuto modo di lavorare insieme, creando un’unione che ci ha accompagnato dai nostri primi passi in questo campo lungo tutta la nostra crescita professionale. Un percorso così duraturo testimonia certo la mia grande stima per le sue doti professionali, ma ciò che ricordo e rimpiango soprattutto oggi sono la sua apertura al dialogo e la sua speciale umanità, che hanno reso fin dall’inizio il nostro un profondo rapporto di amicizia più che una semplice esperienza di lavoro. “L’arte è illu sione: l’architettura è illusiva: senza violare la integrità strutturale, anzi interpretandola, si deve raggiungere l’espressione (illusione) della leggerezza: che è il carattere dell’architettura d’oggi”. (Gio Ponti) La leggerezza apparente nei gesti di Barbara è stata il risultato della sua ricerca e competenza nell’affrontare i problemi, del suo coraggio ed entusiasmo nel prendere le decisioni, della sua fantasia ed originalità nell’immaginare le soluzioni. È stato un privilegio poterla conoscere e lavorare con lei. 20 years of collaboration have tied me and Barbara. About thirty exhibitions on which we have had the opportunity to work together, creating a cohesion that has lasted from our first steps in this field throughout our professional growth. Such a lasting journey certainly testifies my great esteem for her professional skills, but what I today remember and regret, above all, is her openness to dialogue and her special humanity, which from the beginning have made our relationship a profound friendship, more than just a work experience. Teresa Pomodoro sorella di Arnaldo Pomodoro / Arnaldo Pomodoro’s sister L’ultima volta che ho incontrato Barbara è stata all’inaugurazione della mostra di Caravaggio da lei illuminata in modo superbo. Ai miei più che sentiti complimenti ha risposto, con la pacatezza di sempre, “mi sono limitata a seguire la luce di Caravaggio”. The last time I met Barbara was at the inauguration of the Caravaggio exhibition that she superbly lit up. To my more than heard compliments she answered, with the usual calmness, "I simply followed the light of Caravaggio". 24 LUCE 325 / EDITORIALE "Art is illusion: architecture is illusory: without violating the structural integrity, but rather interpreting it, we must reach the expression (illusion) of lightness: which is the character of today's architecture" (Gio Ponti) The apparent lightness in Barbara's gestures was the result of her research and competence in dealing with problems, her courage and enthusiasm in making decisions, her imagination and originality in imagining solutions. It has been a privilege to know her and work with her. Dialmo Ferrari Studio Arnaldo Pomodoro In questi mesi pensare a Barbara non mi pesa tanto quanto scrivere su Barbara, la retorica del dolore porta spesso a facili parole di circostanza; potrei citare il suo inconfondibile sorriso severo, parlare della sua immensa passione professionale, del suo sobrio e affettuoso rapporto da sorella maggiore con i suoi collaboratori, della sua valigia sempre pronta per i viaggi di lavoro nel mondo, ecc. Voglio invece lasciarmi trasportare da ricordi spontanei più veri, quelli che si sono annidati negli anfratti della memoria più profonda e che riemergono con aggressiva dolcezza quando penso a lei. Ricordo il gesto naturale con cui raccoglieva i capelli con l'elastico prima di iniziare a lavorare con gli elettricisti, la vedo ancora dopo cena fumare seduta al buio con lo sguardo perso sul cielo stellato di Bevania e sento ancora le sue mani afferrare il mio braccio all'apparire improvviso di due grossi cani sul sentiero, che tra campi di fave e girasoli conduceva alla Cantina Castelbuono. Ricordo, vedo, sento; in questi tre verbi al presente è racchiusa l'essenza del mio rapporto con la memoria di Barbara. In recent months, to think of Barbara did not weight on me as much as to write of Barbara; the rhetoric of the pain often leads to easy words of circumstance. I could mention her unmistakable stern smile, or talk about her immense professional passion, her sober and affectionate relationship, as an elder sister, with her collaborators, of her suitcase always ready for business trips around the world, etc. I would rather let myself be carried away by more real and spontaneous memories, those that are nestled in the recesses of the deepest memory, which re-emerge with an aggressive sweetness when I think of her. I remember the natural gesture with which she picked up her hair with a rubber band before starting to work with electricians; I still see her smoking after dinner, sitting in the dark with her eyes lost on Bevania's starlit sky; and I still feel her hands grasping my arm at the sudden appearance of two large dogs, on the path that led between fields of beans and sunflowers up to the Cantina Castelbuono. I remember, I see, I hear; in these three verbs, declined at the present tense, lies the essence of my relationship with Barbara's memory. Nicolò Sponzilli