IL SUD ON LINE MAGAZINE 63 - Il Sud On Line - 13 maggio 2019 - Page 41

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Sono circa 9.300 gli atleti e i delegati che da 128 Paesi parteciperanno alla 30^ Summer Universiade, in programma a Napoli e in Campania dal 3 al 14 luglio. A distanza di 22 anni dall'ultima Universiade estiva, in Sicilia nel 1997, e a 60 anni dalla prima, a Torino nel 1959, l’Italia torna ad ospitare i Giochi universitari e lo fa con numeri record. La delegazione più corposa sarà quella italiana che porterà 437 rappresentanti, tra atleti e preparatori, a seguire gli Stati Uniti d'America con 371 e la Federazione Russa con 357. Dal continente europeo, dopo quelle di Italia e Russia, la delegazione più corposa arriverà dalla Francia con 258 delegati, quindi l’Ucraina con 233 e la Germania con 198.

Tra i Paesi asiatici, con 352 delegati, il gruppo più nutrito è quello del Giappone, quindi Cina e Corea del Nord con 254 delegati ciascuno, seguite da Taipei con 236. Dal sub-continente indiano l'India presenterà la delegazione più cospicua con 135 persone, poi Sri Lanka, 72, Indonesia, 64, e Nepal con 23. Dal Sud America il Messico con 248 partecipanti è la delegazione più numerosa, seguono Argentina con 238 e Brasile 152. Dall'Oceania il primato tocca all’Australia con 250 tra atleti e preparatori, seguita da Nuova Zelanda con 65.

Il Canada dopo gli Usa, è la delegazione sportiva più ampia: 272 partecipanti.

Dal continente africano il Sud Africa, 160 delegati, a precedere la Nigeria, 133, e l’Uganda con 60. Nell’area del Medio Oriente la Turchia arriverà a Napoli 2019 con la delegazione più consistente, 110 partecipanti, seguita da Iran 85 ed Egitto con 56. Dalla Penisola arabica annunciate in Campania l’Arabia Saudita con 97 delegati e lo Stato dell’Oman con 26 delegati. Ci sono poi 20 Paesi, tra cui il Bangladesh, ma anche piccolissimi come l’arcipelago africano di Stato São Tomé e Príncipe che arriveranno a Napoli 2019 con 3 delegati ciascuno. L’arrivo delle delegazioni è fissato per giovedì 27 giugno.

Un disastro senza precedenti. Per il secondo anno consecutivo i coralli della Grande Barriera, nelle acque australiane, hanno sofferto del fenomeno dello sbiancamento a causa delle crescenti temperature delle acque. Il rischio, più volte annunciato, è stato confermato dalle indagini aeree del sito registrato come Patrimonio dell'Umanità dal 1981. L'ecosistema che si estende lungo 2300 km - il più grande del mondo - aveva già sofferto nel 2016 un fenomeno di sbiancamento senza precedenti, a causa del riscaldamento delle temperature oceaniche in marzo e aprile. "I coralli non sono necessariamente morti, ma nella parte centrale della Grande Barriera ci aspettiamo perdite molto elevate", ha detto James Kerry, un biologo della James Cook University, che ha coordinato le osservazioni aeree. "Ci vuole almeno un decennio per il totale recupero di quei coralli che crescono più velocemente", ha detto. "Due episodi così gravi di sbiancamento a intervalli di 12 mesi fanno sì che i coralli danneggiati nel 2016 non abbiano alcuna possibilità di recuperare."

temperatura dell'acqua, con conseguente espulsione delle alghe simbiotiche che danno al corallo le sostanze nutritive. In pratica le alghe che vivono in simbiosi con i coralli, e ne determinano i colori sgargianti, li abbandonano in massa, portandoli a morire di fame. L'attuale evento di sbiancamento è il quarto dopo quelli del 1998, 2002 e 2016. Tra l'anno scorso e quest'anno, 1.500 chilometri da scogliere sono state colpite da sbiancamento, ha detto Terry Hughes della James Cook University: "Solo un terzo della barriera corallina, quello più meridionale, è ancora illeso."

Il mare si scalda e sta uccidendo la barriera corallina

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proprie convinzioni. Le impronte, genuine ed energiche, restituiscono dalle sue opere la coscienza che tali purezze appartengono ad elementi fantastici, al clima di un mondo antico e andato, oppure utopico. Le colorazioni cooperano per modellare questo tempo, vive e confortevoli, gravide dalla luce pulita del sole, si oppongono alla tristezza di città oppresse dall’inquinamento e danzano in amori adolescenziali.

Napoli, città millenaria, ricca di aneddoti e curiosità. Con il volume di Aurelio De Rose "Il misterioso Sebeto- Storia delle acque in Campania e delle fontane di Napoli", edito dalla Cuzzolin Editore, il panorama bibliografico si arricchisce di un'ampia trattazione sulle acque che hanno interessato il territorio campano e la città partenopea.

Infatti, il testo esamina le varie tesi sull’esistenza e sul percorso del Sebeto attraverso le diverse notizie fornite nei testi dei più importanti scrittori, così come nei versi di alcuni poeti, non solo napoletani, susseguitisi nel corso dei secoli: da Virgilio a Stazio, dal Columella al Capaccio, dal di Falco al Summonte, dal Ceva Grimaldi al Capasso e tanti ancora. Sono riportate inoltre le sorgenti e gli acquedotti del passato e quelli attualmente in funzione. I luoghi delle tante fontane scomparse che ornavano la città di Napoli ed il territorio circostante, alcune delle quali ancora oggi esistenti, sono descritti con dovizia di particolari, Vengono citate la tantissime fontane esistenti nei “fondaci” dei quali si fornisce un lungo elenco suddiviso per quartieri. Infine, vengono indicate le sorgenti di acque sulfuree ed i bagni termali del territorio flegreo e ischitano e, per il primo, vendono proposte notizie ed immagini del codice pergamenaceo: “Nomina et virtutes balneorum seu de balneis Puteolanis et Baiarum”, più noto come “De balneis Puteolanis” del 1474.

La presentazione avverrà il giorno 16 Maggio alle ore 17,30 - nell'Aula Magna "Concetta Merola" della Parrocchia Santa Maria della Libera in via Belvedere 112- Napoli.

Con l'autore, parteciperanno l'editore Maurizio Cuzzolin, lo scrittore e napoletanista Achille della Ragione, la docente di Letteratura Teatrale della Federico II, Giuseppina Scognamiglio e lo scrittore, Bruno Pezzella. L’Attrice Adriana Carli leggerà alcune poesie dell’autore e Camilla Foggia proietterà immagini delle fontane esistenti. Infine Giovanni Lembo esporrà foto d’epoca della sua collezione, di fontane d’acqua suffregna

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