IL SUD ON LINE MAGAZINE 63 - Il Sud On Line - 13 maggio 2019 - Page 25

Quella sui vitalizi è una battaglia tutta concentrata su Camera e Senato per effetto dei 5 Stelle che a inizio settimana hanno riaperto le ostilità proponendo di modificare i regolamenti dei due rami del Parlamento ed equiparare questi trattamenti a quelli dei normali lavoratori. Il Pd cerca di contenere la loro spinta rilanciando il progetto di legge presentato dal renziano Matteo Richetti, che a sua volta propone il ricalcolo col sistema contributivo di tutti gli assegni dei politici, quelli vecchi e quelli futuri. Ed è un palleggio continuo destinato a durare per mesi e che probabilmente finirà solo dopo le elezioni. Tutto il dibattito si è cosi concentrato esclusivamente sui costi dei due rami del Parlamento, che pesano sul bilancio dello Stato per oltre 220 milioni di euro, e sulla possibilità che di qui al 15 settembre i parlamentari della XVII Legislatura arrivino a maturare una pensione di mille euro lordi con appena 4 anni e 6 mesi di contributi, mentre normalmente se ne chiedono almeno 20. L'altro pezzo dello «scandalo», se così lo vogliamo chiamare, ovvero i vitalizi delle Regioni (che pure la proposta Richetti mette nel mirino), resta invece completamente in ombra. Eppure si tratta di una spesa altrettanto consistente.

Un piano per il Sud

Vitalizi, dalle Regioni 150 milioni all'anno

La strategia di attacco messa in atto dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria per tutelare la grande doc pugliese nei Paesi internazionali, incassa risultati importanti: lo stop a marchi ingannevoli in Italia, Cile e Portogallo. Attualmente è in fase di trattativa l’opposizione di etichette in Sud Africa, Germania e Francia.

“Proprio perché è così amato all’estero il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si possono concentrare fenomeni di imitazione – afferma Mauro di Maggio, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria - Una situazione alla quale abbiamo risposto ampliando la vigilanza e tutela anche in vista della sua crescita di produzione. Da una parte stiamo operando al livello internazionale per bloccare i marchi ingannevoli di Primitivo di Manduria e, dall’altra, stiamo prelevando i campioni dalla grande distribuzione per analizzarli in laboratorio e verificare se ci siano incongruenze con il nostro disciplinare. Tra i vari parametri, inoltre, teniamo sotto controllo anche il prezzo a scaffale, che è un indicatore assai diretto di eventuali anomalie e irregolarità su cui intervenire. L’anno scorso per queste attività abbiamo speso circa 70 mila euro”.

Nel 2018 si sono prodotti circa 15 milioni di litri che equivalgono a quasi 20 milioni di bottiglie con un fatturato complessivo intorno ai 120 milioni di euro. Un aumento del 15% rispetto al 2017. L'export rappresenta il 70% della produzione.

Proprio in vista di questa crescita, il Consorzio di Tutela ha riconfermato la convenzione con gli agenti vigilatori per il triennio 2019 – 2021 aumentando del 30% le azioni ispettive che riguarderanno anche gli spacci, la vendita al dettaglio e anche il controllo in internet.

Le attività degli agenti vigilatori riguarderanno anche le visite extranazionali in Germania e nei Paesi scandinavi, costi a carico del Consorzio di Tutela spesi grazie ai contributi riscossi con la funzione ErgaOmnes.

“Si tratta di un impegno consistente - sottolinea di Maggio- e ringrazio tutte le aziende che destinano le loro risorse alla nostra attività di difesa. La vigilanza è un settore chiave della nostra missione e l’aumento del numero di verifiche è frutto di una chiara volontà di offrire sempre più garanzie ai consumatori su un prodotto che ha proprio nella qualità il suo punto di forza. Purtroppo la contraffazione, come succede per molti marchi made in Italy, è un nemico pericolosissimo perché inganna il consumatore e colpisce le aziende serie e sane e tutto questo non deve accadere”

.

In 3 anni il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria si è battuto contro le imitazioni e le contraffazioni nei confronti della doc vincendo 6 cause in Italia, 1 in Spagna, 1 in Cile, 1 in Cina, 1 in Portogallo ed eliminando dal mercato internazionale 4 marchi con dicitura Unione Europea.

Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

Il Consorzio di Tutela del Primitivodi Manduria è nato nel 1998 e ha ottenuto il riconoscimento legislativo nel 2002. Lasua produzione è suddivisa in Primitivo di Manduria Dop,Primitivo di Manduria Dop Riserva ePrimitivo di Manduria Dolce Naturale Docg.

Il Consorzio ha ottenuto dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali l’attribuzione in via esclusiva dell’incarico di coordinare le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, vigilanza, informazione del consumatore e cura generale degli interessi: ecco il riconoscimento “Erga Omnes”per il Primitivo di Manduria Doc e peril Primitivo di Manduria Dolce Naturale Docg. Attraverso questo strumento, tre agenti vigilatori, in qualità di pubblici ufficiali e in collaborazione con l’Istituto Centrale Qualità Repressione e Frodi, potranno effettuare controlli anche sui vini già posti a scaffale, per tutelare il consumatore e i produttori da irregolarità o anomalie relative al prodotto che non rispetta i dettami del Disciplinare di produzione.

Oggi il Consorzio di Tutela è composto da 52 aziende che vinificano ed imbottigliano e da oltre 900 viticoltoriSono circa 3.140 ettarii vigneti che costituiscono la denominazione del Primitivo di Manduria e 18 i comuni tra Taranto e Brindisi che producono Primitivo di Manduria.

Made in Italy

Primitivo di Manduria, il consorzio blocca i falsi