IL SUD ON LINE MAGAZINE 63 - Il Sud On Line - 13 maggio 2019 - Page 13

L'azienda napoletana è una delle 147 imprese italiane presenti al vertice fra Italia e Emirati Arabi Uniti

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Avevano parlato male del capo. Si erano sfogate come succede tra colleghi, dopo un’arrabbiatura. E lo avevano fatto

sulla chat di WhatsApp del lavoro (da cui il datore era escluso), quella che nelle intenzioni originarie era destinala agli scambi sui turni e che invece, mese dopo mese, era diventata un luogo virtuale per chiacchiere tra amiche.

Lo scherzetto, però, è costato il licenziamento a due ventinovenni assunte a tempo indeterminato in una piccola azienda del Parmense che si occupa di confezionamento di prodotti alimentari e ortofrutta. Una collega ha stampato gli scambi «incriminati» facendoli leggere al titolare dell’impresa, che a gennaio ha inviato alle operaie una contestazione disciplinare e, dopo qualche giorno, la lettera di licenziamento.

Contrary to popular

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Verso Expo 2020, Graded al Business Forum di Dubai

conciliare vita privata e impegni professionali, radicate difficoltà di carriera e di crescita salariale, forte squilibrio nei carichi familiari tra madri e padri, una

scarsissima offerta di servizi educativi per l’infanzia. Un quadro critico che si riverbera sul benessere delle madri, ma che affonda le radici nelle pesanti disparità di genere in Italia. Il nostro Paese si attesta nel 2018 al 70° posto (su 149 Paesi presi in esame)

del Global Gender Gap Report, perdendo ben 29 posizioni dal 2015. Anche in questo ambito, l’Italia è spaccata in due. Secondo l’Indice delle Madri, elaborato dall’Istat per Save the Children, che identifica le Regioni in cui la condizione delle madri è peggiore o migliore sulla base di 11 indicatori rispetto a tre diverse dimensioni (della cura, del lavoro e dei servizi), le Province autonome di Bolzano e Trento conservano negli anni i primi posti della classifica, seguite da Lombardia (3° posto, dall’8° dell’anno scorso), Valle D’Aosta (4°), Emilia Romagna (5°) e Friuli-Venezia Giulia (6°). Tra le regioni del Mezzogiorno fanalino di coda della classifica, la Calabria risulta quella dove è più complicato essere madri e perde due posizioni rispetto al 2017, preceduta da Sicilia (20° posto), Campania (che pur attestandosi al 19° posto guadagna due posizioni rispetto al 2017), Basilicata (18°) e Puglia (17°). L’indice mostra sempre valori sotto 90 per le regioni del Mezzogiorno e, complice la persistente crisi economica, registra un ulteriore progressivo peggioramento in particolare rispetto all’offerta di servizi all’infanzia e all’occupazione femminile, evidenziando quindi la necessità di un impegno politico più forte in questa parte del Paese finalizzato a colmare le diseguaglianze