IL SUD ON LINE MAGAZINE 63 - Il Sud On Line - 13 maggio 2019 - Page 11

il primo #sociality per studenti Erasmus italiani e spagnoli che racconta sulla piattaforma optimaerasmus.com le storie di vita e di studio vissute all’estero. E per gli Optima Erasmus Students, anche quest’anno, Giffoni rappresenta un’ulteriore opportunità per vivere un’esperienza unica nel suo genere: partecipare al Dream Team per affinare il proprio talento, con il supporto di mentor e supervisori che li aiuteranno a comprendere come un’idea possa strutturarsi e diventare progetto di impresa. E’ prevista anche la partecipazione, in qualità di tutor del Dream Team, dei due protagonisti di Optima Erasmus 2015: Francesco Russo e Mario Cimmino. In sintesi, potranno partecipare alla selezione giovani, tra 18 e 26 anni ,che hanno completato percorsi di studi, esperienze formative o lavorative in una delle seguenti aree: Coding, Development e Web Design, Marketing, content e SEO, digital media, video e entertainment, Community Building e Management, Making e Design Thinking, Event, Startup e Cultural Management, Trendwatching, Data e Sentiment Analysis, Content, Blogging e Copywriting.

Inviate dunque la vostra candidatura all’indirizzo: dreamteam@giffonihub.com, allegando curriculum e portfolio con i link dei progetti realizzati.

Stato ogni cento abitanti.

Ma nel ricco Nord-Est, dove non ci sono ministeri ma c'è la capitale “produttiva” del Paese, il rapporto è inferiore di appena un punto decimale. 4,9 dipendenti ogni cento abitanti. Nel Sud, invece, la quota scende a 4,5. E, in ogni caso, siamo al di sotto della media nazionale, che si attesta a quota 4,6. Numeretti che smontano, definitivamente, il luogo comune dell'esercito meridionale dei dipendenti pubblici.

Ma il dato più eclatante è un altro. Il travet di Stato, strenuamente impegnato nella difesa del posto fisso a tutti i costi, non parla più napoletano o calabrese. Ma, piuttosto, il milanese e il veneto, giusto per smentire un altro dei clichè più abusati nel Paese delle due Italie. Sempre fra il 2011 e il 2015, infatti, il taglio dei contratti a tempo indeterminato, nel Sud è stato quasi il il triplo rispetto al Centro-Nord: -5,8% contro l'1,7%. In termini assoluti, nel Mezzogiorno hanno detto addio al posto fisso quasi 26mila lavoratori, nel centro Nord solo 17mila. Il risultato è che da Napoli in giù, perfino chi aspira ad un posto nelle braccia di mamma-Stato si è rassegnato a un contratto a termine o precario. L'esempio più clamoroso, da questo punto di vista, è quello della Calabria. Qui i dipendenti pubblici con un rapporto di lavoro part time sono passati dai 250 del 2011 a 3.770 nel 2015. Una vera e propria impennata. Che cosa è successo? Molto probabilmente le regioni meridionali hanno deciso di anticipare, in qualche modo, la ricetta lanciata proprio nelle ultime settimane dal M5s: lavorare meno per lavorare tutti. Nel Sud ci si è mossi in anticipo, ma con una variante significativa: non solo è stato ridotto l'orario ma anche il salario. “Una sorta di condizione sociale delle risorse a disposizione – scrivono alla Svimez – volta a garantire occupazione al maggior numero di persone consentito dalla legge”.