IL SUD ON LINE MAGAZINE 59 - Il Sud On Line - 15 aprile 2019 - Page 22

Giampiero Mughini contro Napoli e il Sud a Tiki Taka. Il giornalista, noto juventino, ha detto che Napoli non ha altre identità se non quella calcistica e ha detto che i napoletani che hanno esultato per il ritorno di Maradona sono “popolino”. A difendere la napoletanità in studio ci ha pensato Raffaele Auriemma, il telecronista tifoso partenopeo di Mediaset.

“Passione popolare, rispetto massimo per un campione divino come è stato Maradona. Ed ho anche rispetto per l’identità calcistica di questa grande città come Napoli, che a dir il vero a parte questa non ne ha tante altre. L’idea di rendere Maradona un santo, o uno col premio Nobel, è eccessivo ma lo rispetto. Provo per Maradona la stessa ammirazione che ho per la Divina Commedia e per i quadri del Caravaggio. Ma il Maradona degli attacchi, delle dichiarazioni, non è che quello che piace al popolino. Ecco, per me il vero Maradona è quel genio divino in campo”.

“Non ha altre identità Napoli se non quella calcistica”.

"Sono preoccupata per il dilagare dell' odio nel discorso pubblico. Fenomeno non generato certo dai social network, ma che in essi ha un veicolo di diffusione potenzialmente universale. Questo dev'essere quindi per tutti il tempo della responsabilita': tanto maggiore quanto piu' grande e' il potere di cui si dispone. E il suo e' notevole". Lo scrive la presidente della Camera, Laura Boldrini, in una lettera al numero uno di Facebook, Mark Zuckerberg, Secondo la presidente, Facebook in Italia non fa abbastanza per tenere l'odio fuori dal social network e cita alcuni esempi, come le pagine di gruppi politici estremisti e violenti. "Una ricerca dell' Associazione Nazionale Partigiani d'Italia ha catalogato 300 pagine che su Facebook esaltano il fascismo. L'apologia del fascismo da noi e' un reato, ma i rappresentanti italiani della sua azienda rispondono che non e' compreso nelle regole di Facebook e che 'gli standard della comunita' devono poter valere in ogni Paese'".

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Secondo i dati di Ance-infoplus, le gare sono diminuite in media del 30%, con un picco del 34,2% in Campania

Ne abbiamo parlato pochi giorni fa, dopo l’ennesimo record negativo certificato dall’Istat. In Italia si fanno pochi figli. È anche una questione di soldi, oltre che di servizi che non ci sono oppure zoppicano. Parte da questa constatazione un disegno di legge targato Pd che potrebbe accelerare nelle prossime settimane e portare anche in Italia l’assegno universale per i figli. Funzionerebbe così: per ogni figlio a carico, cioè che non ha entrate proprie per mantenersi, lo Stato verserebbe una somma ai genitori: 200 euro al mese dalla nascita fino ai tre anni d’età; 150 euro al mese da tre fino ai 18 anni; 100 euro al mese da 18 fino ai 26 anni. Superata quell’età, fine dell’aiuto, anche se il figlio non è in grado di mantenersi da solo. La misura del sostegno dipenderebbe anche dalle condizioni della famiglia. L’assegno sarebbe «pieno», cioè con le cifre che abbiamo appena visto, per le famiglie fino a 30 mila euro di Isee. L’Isee è l’indicatore della situazione economica equivalente, il cosiddetto riccometro, che pesa non solo il reddito delle famiglie (lo stipendio o la pensione) ma anche il loro patrimonio, come le case o i risparmi. L’importo dell’assegno scenderebbe velocemente per le famiglie che hanno un Isee compreso tra 30 mila e 50 mila. Per poi azzerarsi superata quota 50 mila.

Dallo Stato la paghetta ai figli fino a 18 anni

Boldrini, troppo odio su Facebook

Disastri ambientali

Il mare si riscalda e "uccide" la grande barriera corallina