IL SUD ON LINE MAGAZINE 59 - Il Sud On Line - 15 aprile 2019 - Page 20

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Donna Marianna, alias “A capa e Napule”, la parola stessa lo dice, è una intellettuale di ragguardevole calibro ed una inguaribile polemista.

In una “puntata” precedente, la prima con cui ha avviato la sua collaborazione con www.ilsudonline.it, ci ha aiutato a capire tante cose del rapporto tra i napoletani e Maradona, il sacro e il profano, realtà e finzione di una città multi facciale. Oggi spinge la riflessione fino alla radice della dicotomia tra classi egemoni e ceti subalterni della città, borghesi e lazzari, che fa di Napoli una città con due classi ma senza popolo. La riflessione poggia su Domenico Rea, autore di un indimenticato saggio intitolato “Le due Napoli”, che qui viene preso a cardine del ragionamento.

Un anno di feste

una casa per i poveri. Uno spettacolo sommamente spiacevole si offre in questa chiesa, quello delle vecchie che, apparentemente per devozione, nel fatto per volontà del denaro che ricevono per questo dai Domenicani, leccano, andando carponi dall’altare a una delle porte, una lunga striscia di marmo sudicio, largo due e lungo sei piedi. Quando si alzano, il loro volto è tutto enfiato e paonazzo. Inoltre vi è pure gente che si abbassa a quest’opera solo per penitenza. Così un vecchio pescatore compiè dodici volte in una mattina questo cammino, perché credeva che la Madonna lo avesse liberato da una malattia. Sull’altare maggiore si trova, tra due splendidi candelabri, l’antica effigie della Madonna con la contusione sulla guancia sinistra, ma verso l’uscita una pittura che rappresenta il conte di Sarno con l’empio giocatore di palla. Diamo ora addio alla Madonna dell’Arco, e ritorniamo a Napoli, accompagnati da un’innumere folla. Molti ballano, presi da una gioia selvaggia, la tarantella, mentre altri battono il tamburello, e cantano canzoni giocose e folli, come le ho descritte sopra. Esauriti mutano le parti, e la danza pittorica non soffre alcuna interruzione. Witte racconta di una bella ragazza abruzzese che, presa da una gioia orgiastica, si continuò a muovere per ore, e quando le fu offerto il tamburello, perché si riposasse, scosse la testa in atto di diniego, cosicché i riccioli neri le ;corsero intorno alle guance infocate. Ora incomincia il più bello spettacolo del giorno. Fermiamoci non lontano dal ponte dell’Immacolatella, e assistiamo, verso le sei di sera, al ritorno della maggior parte dei napoletani che stano andati alla festa. Ciò che per istrada era apparso isolatamente e a tratti, è ora condensato nel quadro più completo. I più attraversano in carrozza, nei loro abiti di festa, tutta lacittà, rendono visita alla Madonna di Piedigrotta, perché essa non sia gelosa della sua sorella dell’Arco, e fanno pure un banchetto di frutti di mare allo Scoglio di Mergellina.Anche gli stranieri sono presi dal tripudio di gioia generale e si comportano proprio come gli altri. Ecco le carrozze coi giovani inglesi, a cui le lunghe collane di nocciuole, che si sono legate intorno al cappello, battono continuamente sul volto nella rapida corsa. Dal numero dei venienti si crederebbe che tutta Napoli sia in pellegrinaggio, eppure gli spettatori sono affollati f‌ino al nolo testa su testa; anche tutti i balconi, tutte le f‌inestre e i lastrici sono pieni di gente: molti battono il tamburello e danzano la tarantella sui tetti. Il baccanale dura f‌ino a tarda lotte Ora coloro che vanno in carrozza accendono le canlele che f‌issano alle sbarre intorno alle immagini sacre o pongono sui mobili altari, e fanno sulle carrozze piccoli fuochi d’artifizio. Così attraversano le strade principali della città in varie direzioni, per mostrarsi dappertutto.Chi fu così infelice da non poter prender parte a questa festa, ha almeno visitato a piedi una chiesa dei sobborghi, o è stato testimone dell’arrivo dei pellegrini. Parenti o conoscenti gli'portano doni dalla Madonna dell’Arco, che sono custoditi accuratamente durante l’anno, poiché proteggono la casa dalla sventura.Questa è una festa popolare italiana. Ti meraviglierai se ti dico che i napoletani nel contratto nuziale devono impegnarsi a condurre le loro mogli ogni anno alla festa della Madonna dell’Arco?