IL SUD ON LINE MAGAZINE 57 - Il Sud On Line - 31 marzo 2019 - Page 16

Il giorno di San Giuseppe interrompe piacevolmente la quaresima con i suoi dolci fritti. San Giuseppe è in particolare il patrono dei falegnami e dei friggitori, onde ambedue festeggiano la loro festa con opere di loro fattura. In via Medina, davanti alla chiesa del santo, si vedono in questo giorno una quantità di bancarelle con lavori di intarsio e utensili per bambini. In numero particolarmente grande si vendono le raganelle, e fino a tarda notte i ragazzi vanno in giro sonando la raganella, e cantando.La friggitrice di ZeppoleLa chiesa di sera è illuminata a festa; da un palco, eretto a questo scopo, risuona un concerto strepitoso, e l’affollamento di popolo è straordinariamente grande. I friggitori ornano le loro botteghe con le immagini del purgatorio, poiché, probabilmente, suppongono che anche le anime siano fritte nell’olio.San Giuseppe è per loro un giorno di abbondanza, poiché allora vengon consumati in gran quantità un genere di dolci fritti nell’olio molto gustosi, chiamati zeppole. Davanti alla porta del miglior friggitore di zeppole, che ha il nome fastoso di Pintauro, stanno ferme tutto il giorno le carrozze: quelli che vi stanno dentro mangiano zeppole, e la stessa bottega è piena tanto da essere schiacciati e soffocati.Chi vuol darsi un tono mondano deve banchettare tutto il 19 marzo in casa o fuori con le zeppole di Pintauro di Toledo. Il popolo sta in questo giorno per le strade davanti alle padelle bollenti, e consuma zeppole, per amore di San Giuseppe: si vedono famiglie povere stare in casa e, adoperando una sedia capovolta come tavola, fare il loro banchetto festivo. E pure a sera tardi, quando si passa davanti alle f‌inestre, si trova il napoletano, doppiamente affamato dopo lunga privazione, in cerchio coi suoi a sedere intorno al piatto di zeppole. Un paio di candele, che bruciano nella stanza davanti all’immagine di Maria illuminano l’allegro gruppo.Evviva San Giuseppe delle zeppole!“Vita popolare a. Napoli nell’età romantica, Karl August Mayer”Le altre puntate17 gennaio – S. Antonio Abata - https://www.ilsudonline.it/laltra-storia-del-sud-un-anno-di-feste-nel-regno-di-napoli-17-gennaio-s-antonio-abate/La domenica di quaresima - https://www.ilsudonline.it/laltra-storia-del-sud-un-anno-di-feste-nel-regno-di-napoli-la-domenica-di-quaresima/19 marzo, San Giuseppe - https://www.ilsudonline.it/laltra-storia-del-sud-riscopriamo-le-feste-del-regno-di-napoli-san-giuseppe-e-il-mito-delle-zeppole-di-pintauro/

Un anno di feste

Viaggio del nostro settimanale alla scoperta delle tradizioni del Regno di Napoli

Le zeppole di Pintauro nel giorno

di San Giuseppe

Questa è l’immagine del soldato borbonico tramandatoci dalla storiografia ufficiale postunitaria: ignorante, furbastro e soprattutto pavido con zero capacità militari, preoccupato solo di salvare la pelle e chi si è visto si è visto.

Dagli Stati Uniti d’America ci viene la lezione sul rispetto per il nemico militarmente sconfitto. Quando finì la Guerra di Secessione ( dal 12 aprile 1861 al 26 maggio 1865), di poco successiva all’impresa dei mille, i vincitori non dileggiarono i vinti, me ne riconobbero il valore e cercarono di colmare le fratture create nel frattempo. Non solo, la narrativa e la filmografia americana successiva ci mostra la reale volontà di ricomposizione fra nordisti e sudisti in quanto appartenenti ad un unico Stato. Più volte nelle guerre successive i marine andarono a combattere custodendo nello zaino la Dixie Flag, la bandiera del Sud, senza essere dileggiati. Immaginiamo un soldato meridionale in missione all’estero che porti una bandiera borbonica. Non oso pensare che gli succederebbe ( ma potrebbe finire anche al Grande Fratello!). Una corazzata è stata battezzata Lee dal nome del generale sudista. Una nave da guerra italiana con il nome di un generale borbonico è a tutt’oggi impensabile. Da noi la ricomposizione avvenne dal basso nella prima guerra mondiale.

Ferdinando II, sotto questo aspetto fu più illuminato di Vittorio Emanuele II rendendo pubblico riconoscimento ai soldati napoletani che avevano combattuto sotto Gioacchino Murat.

I soldati del regno furono, fatte le debite eccezioni, il contrario dall’immagine stereotipata tramandateci.

Il rinnovamento delle forze armate delle Due Sicilie ebbe inizio con l’ammiraglio irlandese John Acton, conosciuto altrimenti come funesto ispiratore della regina Maria Carolina, voluto nei gossip suo amante addirittura. Riorganizzò prima la marina e poi l’esercito, curando la formazione della classe degli ufficiali – quasi inesistente in quel momento – che conoscesse veramente il mestiere delle armi. A questo scopo istituì nel 1786 la”Reale Accademia Militare”, che il 18 novembre 1787 iniziò i propri corsi nell’ex collegio dei Gesuiti presso la chiesa dell’Annunziatella a Pizzofalcone.

Re Ferdinando si fece promotore di una legge sul reclutamento completa ed esauriente e migliorò moltissimo il sistema disciplinare, l’armamento e l’equipaggiamento. I soldati napoletani parteciparono a tutte le battaglie risorgimentali, alla spedizione in Russia e seppero morire con onore e gloria sia nella battaglia di Caiazzo e di quella successiva del Volturno e nell’assedio di Gaeta.

Da “Storia di un Regno Maltrattato”