I PIACERI DELLA VITE NUMERO ZERO - DIC 2016 - Page 73

Una sorta di pizza rustica circolare composta da due sottili strati di pasta che racchiudono all’interno un appetitoso ripieno costituito da ingredienti variabili, di mare o di terra. Ed è proprio questa sua semplice conformazione la ragione di un successo che si è tramandato nei secoli. La tiella, infatti permetteva ai pescatori gaetani di portare con sé, durante le lunghe giornate di pesca, un pasto completo e di facile conservazione nel tempo. La sfoglia esterna infatti, riusciva a preservare a lungo il ripieno, mantenendo gli ingredienti all'interno freschi e gustosi. Ma la tiella era (ed è tuttora) una pietanza apprezzata davvero da tutti, dal popolo marinaro fino a nobili e regnanti. Re Ferdinando IV di Borbone, ad esempio, ne era un grandissimo estimatore. Anzi, qualcuno sostiene addirittura che ne fosse stato proprio lui l'inventore. Certo è che ne era un appassionato consumatore, tant’è che la considerava come un “primo, secondo e terzo”, in un solo pasto. Come dargli torto? Essendo ricca di verdure e pesce fresco, l'apporto nutrizionale è in effetti quello di un pasto completo e perfettamente in linea con i principi base della dieta mediterranea. Eppure la ricetta “vera” della tiella è ancora davvero difficile da catalogare, sia per le numerose e gustosissime varianti del ripieno, sia perché ogni famiglia gaetana custodisce una propria segreta formula dell’impasto. Quello che è sicuro è che il vero segreto della bontà e del successo della tiella è nel ripieno, fatto di ingredienti freschi che provengono dal Golfo di Gaeta (come il polpo, le alici, le cozze o il pesce azzurro) e dall’entroterra (come i pomodorini, la scarola, la cipolla e l’oliva di Gaeta). Un prodotto che, da solo, potrebbe anche valere la visita alla città. Oltre al mare cristallino del litorale e allo scenario incantevole della “Montagna Spaccata” o della “Grotta del Turco”, il centro cittadino offre un borgo medioevale ancora intatto, fatto di piccole casette colorate arrampicate l'una sull'altra, interrotte solo da stretti vicoli e ripide scalinate. E’ in queste viuzze intrise di storia 73