I PIACERI DELLA VITE NUMERO 3 - LUGLIO 2017 - Page 78

vale tra il 10 al 20% del fatturato. Non proprio una cifra da buttar via! E allora perché non ripetere questa esperienza di vendita da produttore a consumatore anche “online”? In fin dei conti cambia solo il mezzo, ma il metodo rimane lo stesso… Innanzitutto bisogna premettere che, in genere, l’interesse delle aziende vinicole ad essere presenti sul mercato online è inversamente proporzionale alla facilità di accesso ai classici canali di distribuzione nel settore ho.re.ca., ma oggi, anche i piccoli Produttori, bene o male, riescono ad entrarvi. Questo perché molti di loro ritengono che vendere direttamente online possa compromettere i rapporti commerciali con la rete vendita. Altri, addirittura, temono che il loro prodotto ne possa uscire svilito. Eppure, tendenzialmente, assistiamo ad una costante crescita del numero di aziende che finalmente iniziano ad approfondire la tematica della vendita B2C online: vuoi per una fisiologica contrazione dei consumi, vuoi per le classiche difficoltà legate ai pagamenti e alle spese di gestione delle rete o per il semplice fatto che il consumatore finale sta sempre più modificando le sue abitudini di acquisto e consumo di vino, non solo al ristorante o in enoteca, ma anche in casa propria. E’ chiaro però, che la vendita on line non deve essere pensata in sostituzione dei classici canali di distribuzione, bensì come una diversa opportunità commerciale. Alcune ricerche svolte su alcune piccole cantine che hanno iniziato commercializzare online i loro prodotti (da almeno un anno), evidenziano ziano aumenti di fatturato vicini al 10%, però con margini di guadagno nettamente superiori grazie alla filiera corta. Del resto è notorio come oggi il web permetta di farsi conoscere rapidamente anche a grandi distanze rispetto al proprio territorio, soprattutto dove non si riesce ad arrivare per mancanza di rete commerciale. Ma non solo. L’e-commerce diretto agevola efficacemente anche il canale del turismo enogastronomico, dà forza al post-vendita e supporta le attività di promozione come eventi enogastronomici e degustazioni. Del resto non avrebbe senso partecipare costantemente a fiere e manifestazioni per far degustare il nostro prodotto a chi, una volta tornato a casa, pur volendolo acquistare non saprebbe come e dove farlo. Si capisce quindi come la vendita online possa fornire un sbocco concreto a tutte queste opportunità, offrendogli la possibilità di trasformarsi in vendite reali. I suddetti casi sono solo una piccola serie di esempi che, già da soli, giustificherebbero l’investimento in un’attiva e costante presenza online. Tuttavia, l’aprirsi una propria piattaforma web di vendita, non andrebbe inteso solo e soltanto come l’attivazione di un ulteriore canale commerciale, ma andrebbe pensato soprattutto come un’evoluto strumento di comunicazione e di “branding”, finalizzato a valorizzare non solo i prodotti, ma anche la propria storia. Non a caso, nella nostra recente intervista a Daniele Cernilli, alla domanda - “Cosa possono fare le piccole cantine per migliorare la propria situazione?” - il “Doctorwine” ci ha risposto, tra le che, 78 vale tra il 10 al 20% del fatturato. Non proprio una cifra da buttar via! E allora perché non ripetere questa esperienza di vendita da produttore a consumatore anche “online”? In fin dei conti cambia solo il mezzo, ma il me- todo rimane lo stesso… Innanzitutto bisogna premettere che, in genere, l’interesse delle aziende vinicole ad essere presenti sul merca- to online è inversamente proporzio- nale alla facilità di accesso ai classi- ci canali di distribuzione nel settore ho.re.ca., ma oggi, anche i piccoli Pro- duttori, bene o male, riescono ad en- trarvi. Questo perché molti di loro ritengono che vendere direttamente online possa compromettere i rappor- ti commerciali con la rete vendita. Al- tri, addirittura, temono che il loro pro- dotto ne possa uscire svilito. Eppure, tendenzialmente, assistiamo ad una costante crescita del numero di aziende che finalmente iniziano ad approfondire la tematica della vendita B2C online: vuoi per una fisiologica contrazione dei consumi, vuoi per le classiche difficoltà legate ai paga- menti e alle spese di gestione delle rete o per il semplice fatto che il con- sumatore finale sta sempre più modi- ficando le sue abitudini di acquisto e consumo di vino, non solo al risto- rante o in enoteca, ma anche in casa propria. E’ chiaro però, che la vendita on line non deve essere pensata in sostitu- zione dei classici canali di distribuzio- ne, bensì come una diversa opportuni- tà commerciale. Alcune ricerche svol- te su alcune piccole cantine che hanno iniziato commercializzare online i loro prodotti (da almeno un anno), eviden- ziano 78 ziano aumenti di fatturato vicini al 10%, però con margini di guadagno nettamente superiori grazie alla filiera corta. Del resto è notorio come oggi il web permetta di farsi conoscere rapi- damente anche a grandi distanze ri- spetto al proprio territorio, soprattut- to dove non si riesce ad arrivare per mancanza di rete commerciale. Ma non solo. L’e-commerce diretto age- vola efficacemente anche il canale del turismo enogastronomico, dà forza al post-vendita e supporta le attività di promozione c YH][H[\BZXHHY\^[ۚK[\ۂ]XH[\X\\H[KBY[HHY\HHX[Y\^[ۚH\\Y\\H[HK[BHܛ]H\K\[˜X]Z\\Hۈ\XHYHHݙB\ˈH\\H]Z[HYHH[KBHۛ[HHܛ\H[؛ۋBܙ]H]H]Y\Hܝ[]0 ًB[HHX[]0H\ٛܛX\B[[]HX[KHY]H\Hۛœ[HXH\YHH\[\HKpHK]\YX\X\8&Z[KB[Y[[[&X]]HH[HKB[Hۛ[K]]XK8&X\\H[BXHX]YܛXHXH[]Kۈ[XH[\H[˜YH8&X]]^[ۙHH[[\[ܙHKB[H[Y\X[KXH[XH[B]]]YH[&Y]]œ[Y[H][X^[ۙHHB'[[8'K[[^]H[ܚ^\BۈHKXH[HHBXHܚXKۈH\[HHX[H[\B\HH[Y[H\[H [HX[H B'Hۛ\HHXH[[B\ZY[ܘ\HHXH]X^[ۙO'BH[8'ܝ[H8'HHH\HBK