I PIACERI DELLA VITE NUMERO 3 - LUGLIO 2017 - Page 72

MATILDE POGGI La cosa che mi piace di più del mio lavoro è l’aver a che fare con una materia viva che cambia di anno in anno… ■ Uno dei compiti che la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti si è da- ta, è quello di rapportarsi con le istitu- zioni per rappresentare le difficoltà e le soluzioni dei suoi associati. Il sistema di leggi che regolano la pro- duzione del vino è pensato essenzial- mente per aziende strutturate e spesso i piccoli vignaioli sono costretti ad adattarsi. A tal proposito in passato avete proposto la una campagna di “ disboscamento burocratico ”. Ce ne può parlare? << Abbiamo iniziato a parlare di disbosca- mento burocratico nel 2010. Questo perché per le aziende piccole e piccolissime, l’im- patto della burocrazia è molto pesante. Alle piccole aziende viene chiesto lo stesso numero di adempimenti richiesto alle grandi aziende. Queste ultime hanno strut- ture amministrative che possono delegare alla gestione delle pratiche amministrative, mentre le aziende che hanno aderito alla Fivi sono per lo più aziende familiari, quin- di costrette ad occuparsi di questo lato del lavoro nei ritagli di tempo, dopo aver adem- piuto ai doveri di vigna e cantina. Ecco perché dal 2010 siamo in prima linea per arrivare quanto prima ad uno snellimento burocratico >>. 72 ■ Qual’è il vostro rapporto con i Con- sorzi di Tutela? Uno dei vostri associa- ti più “famosi”, Gianfranco Fino (ne parliamo nel numero di Aprile) ulti- mamente ha annunciato la sua uscita dalla sua DOC di riferimento. Possia- mo conoscere quale sia la posizione della Fivi in merito? << Gianfranco Fino, grandissimo vignaiolo pugliese, ha fatto la sua scelta. In queste dinamiche Fivi non entra. Ogni azienda Fivi sceglie se aderire o meno al Consorzio di Tutela di riferimento. Certo auspichiamo che in futuro ci sia una diversa ponderazione dei voti all’interno dei Con- sorzi. Questo per poter dare rappresentati- vità anche alle azienda più piccole, che, con i criteri attuali, si sentono escluse dal processo decisionale >>. ■ Per i piccoli Produttori generare fatturati soddisfacenti è un problema molto complesso. I loro vini sono spesso autoctoni e sono conosciuti solo nei loro dintorni. La loro produ- zione è numericamente limitata e, nel- la maggior parte dei casi, non hanno i budget per gestire reti vendite e filie- re lunghe. Così, se vogliono vendere, sono spesso costretti a tenere i prezzi kkkkk