Dance&Culture N°5/2015 - Page 28

ci degli altri teatri e da parte nostra ci sarà massima disponibilità a collaborazioni. Abbiamo già presentato il progetto dell’Eliseo all’Istituto di Cultura Italiano a Parigi e presto lo faremo anche a Berlino, Londra, New York e Madrid. Quest’anno non ci sarà spazio per la danza ma stiamo sviluppando dei progetti interessanti per il futuro. L’Eliseo entra a far parte di Casanova Multimedia, la sua casa di produzione attiva da trent’anni e da lei gestita. Come concilia l’essere attore e regista, e allo stesso tempo imprenditore? concezione europea, una realtà simile a quella esistente nelle grandi capitali quali Londra, Parigi, Berlino. Il nuovo Eliseo sarà aperto 365 giorni all’anno, ci saranno cinque produzioni annue, testi delle migliori risorse contemporanee del nostro Paese, due palcoscenici a cavallo tra sperimentazione e valorizzazione dei nuovi talenti. Ci spiega l’idea di factory che sta alla base della nuova struttura? Stiamo creando uno spazio che non sia soltanto una sala per rappresentare spettacoli di prosa, ma una fabbrica di idee, un’officina, una scuola, un luogo di vita, un organismo complesso e sfaccettato per un consumo culturale a tutto campo. Uno spazio che promuove nuove idee pur rispettando la tradizione di un teatro storico. Il teatro non è un luogo di culto ma deve poter essere acces- sibile ad un pubblico eterogeneo. Lei ha usato, per l’Eliseo, la definizione di “Tric e pop”. Cosa significa? TRIC è l’acronimo inserito dal nuovo decreto legge sullo spettacolo dal vivo per alcuni organismi che svolgono le propria attività. Non esistono più i teatri stabili bensì i Teatri Nazionali ed i TRIC (Teatri di Rilevante Interesse Culturale) e l’Eliseo è stato riconosciuto tale. Pop perché è un teatro che può vantare una vocazione popolare perché rivolto a tutti. Nella sua accezione primaria di “popolare” in quanto attribuibile ad un mondo culturale fruibile da ogni individuo. Tra le sue iniziative di collaborazioni, c’è quella con Santa Cecilia, per portare anche la musica sinfonica al Teatro Eliseo, e al Piccolo quella da camera. Inoltre saranno previste anche alcune mini-opere liriche, per dare la possibilità ai librettisti contemporanei di avere accesso al pubblico. Questo è un progetto unico al mondo, una produzione all’interno di un teatro dove tutto si fonde. Nei prossimi giorni presenteremo una nuova serie che andrà in onda su Canale 5 dal titolo “I misteri di Laura” con un’idea del tutto innovativa. Chi verrà alla conferenza rimarrà spiazzato. Abbiamo creato specifici spazi all’interno del teatro dedicati alle produzioni cinematografiche e televisive, favorendo sin dalla pianificazione e programmazione l’integrazione tra i diversi canali di intrattenimento: teatro, cinema, televisione. Il nuovo Teatro Eliseo con la sua gestione credo sia il primo teatro italiano senza nomine politiche. Un fatto di cui andar fiero in un Paese in cui, invece, tutto è manovrato dalla politica… La politica deve svolgere il ruolo di supporto all’imprenditoria culturale perché è di questo che sto parlando. Il Teatro è il luogo dove per eccellenza si produce cultura e questo nel nostro Paese deve essere considerato un valore aggiunto, un volano per lo sviluppo della nostra economia, un segno tangibile per superare una crisi che ci ha messo in ginocchio. Gli sforzi da fare sono immensi a maggior ragione se fatti da un privato con soldi privati soprattutto, ed è per questo che la politica - attraverso la Pubblica Amministrazione - deve premiare e sostenere chi rischia in proprio per il raggiungimento di un così importante obiettivo come il recupero del più importante Teatro privato esistente in Italia. Immagino, ma fino a un certo punto, che i problemi e le difficoltà sono state innumerevoli, tra intoppi, polemiche, rimandi. Ha avuto dei momenti in cui si è pentito di essersi avventurato in questa impresa o pensato di non farcela? Non ho mai creduto che sarebbe stata un’impresa facile Fiore all’occhiello della nuova linea artistica è Prendiamo nota!, la Stagione concertistica con i suoi matinée domenicali. Un accordo con il Conservatorio di Santa Cecilia propone concerti tutte le domeniche mattina, con la partecipazione degli allievi del conservatorio. Una vetrina per i protagonisti delle orchestre di domani, un’occasione unica per conoscere la storia della musica attraverso concerti dal vivo all’interno del teatro. Insomma, il suo è un progetto di teatro che crei sinergie con altri teatri come avviene a Londra, dove esiste un consorzio di teatri indipendenti, che insieme creano una massa critica importante. Quale altre collaborazioni ha avviato? Ci sarà spazio anche per la danza? La sinergia con gli altri teatri è una cosa importante. Ho già incontrato tutti i direttori artistiLuca Barbareschi illustra alla stampa i lavori di ristrutturazione del nuovo Teatro Eliseo 28 29