Dance&Culture N°1-2-3/2017 D&C16-1-2-3-2017 - Page 51

produzione di Giselle di Akram Kahn. Il suo repertorio nella danza classica è vasto e include ruoli di prima ballerina, solista e cor- po di ballo. Inoltre, ha parteci- pato a molti concorsi di fama internazionale, film e program- mi televisivi, tra cui, Darcey Bu- sesell’s Ballerina Heroines-BBC Documentary. Madison, hai iniziato a ballare all’età di sei anni. È stato puro caso o è sempre stato il tuo so- gno? Quando iniziai a ballare, face- vo diversi tipi di attività: tennis, violino e prendevo lezioni di danza di diverso genere. Ad un certo punto, mia mamma mi suggerì di concentrarmi in una sola di queste attività. Così, all’età di otto anni decisi di concentrarmi unicamente sulla danza classica. Come descriveresti la tua espe- rienza lavorativa con diverse compagnie? Sono molto grata di aver lavo- rato per tre compagnie diverse. Ogni compagnia mi ha dato degli spunti e delle conoscen- ze drasticamente diverse. Ad ogni modo, ho trovato una somiglianza interessante. Tutto parte e inizia dall’alto, dal direttore artistico, ed è affasci- nante notare come i sogni, le ambizioni e le opinioni di una persona possano dar forma ad un’intera organizzazione. Nonostante le molteplici somi- glianze tra le compagnie, cre- do di aver imparato molto di più notando tutte le differenze. Qual è stato il tuo ruolo prefe- rito? Ballare il ruolo principale in New Giselle di Akram Khan è stata un’esperienza incredibile. Ho imparato tantissimo durante l’intero processo di creazione del balletto. Inoltre, la possi- bilità di avere più spettacoli mi ha permesso di migliorare e sviluppare il ruolo ancora di più. È stato un periodo della mia carriera in cui ero sempre felice. Come ti sei sentita quando hai scoperto di essere stata ri- “Per essere un artista, bisogna co- noscere il mondo. Un artista non può nascondersi all’interno di una sala di danza. Bisogna aver fatto vere esperienze di vita, come an- che sperimentato diverse emozio- ni, per poter rendere le proprie esi- bizioni più autentiche e oneste.” Ph. Richard Davies Foto di Quinn Wharton 51