Confluenze Magazine Nt. 17 n.02 anno 1 marzo 2013 - Page 44

mosca, appunto, la pesca alla valsesiana. Frequentando le ormai pochissime persone che praticano questa antica tecnica, ha appreso in modo completo tale tecnica di pesca; grazie alla sua passione, ci ha mostrato in modo entusiastico quanto semplici siano gli artificiali che vengono impiegati, nonostante i pesci del Sesia e dei vari affluenti non siano notoriamente dei più facile da ingannare. Anche le famose mosche valsesiane rientrano nella mia categoria delle Nothing flies: la loro realizzazione è talmente semplice che i pescatori valsesiani le realizzano senza l’impiego di morsetto, nascono direttamente dalle loro mani, eppure catturano da centinaia di anni! Ma come sono queste mosche del nulla? Personalmente con questo termine raccolgo diversi artificiali, uniti dalla semplicità costruttiva e dalla loro efficacia in pesca, efficacia ottenuta soprattutto dalla sensibilità di chi le realizza, abbinando colori e silouette che donano vitalità a questi artificiali. Qui di seguito vi presento per prime quelle mosche conosciute da tutti i pescatori, ma che meritano di essere ben evidenziate. SERIE PATRIDGE Queste mosche appartengono alla serie degli Spider, tutte di origine anglosassone, ne esistono ovviamente in numerose varianti e colori; le più comuni ed utilizzate sono con il corpo di colore arancio, giallo, rosso e verde brillante. Altri colori utilizzati possono essere nocciola, oliva e nero. Facoltativo può essere il rib, realizzato anch’esso con filo di rame, o tinsel argento od oro, sia di tipo piatto che ovale. Solitamente vengono realizzati su ami compresi tra il nr 16 al nr 10, raramente si impiegano su misure differenti. Tying Confluenze 44