Confluenze Magazine Nt. 17 n.02 anno 1 marzo 2013 - Page 43

modo esasperato gli insetti naturali: guadagnano nella forma, ma perdono nel movimento e, in senso lato, nella visione d’insieme dell’artificiale. Ritengo che questa tipologia di artificiali che intendono imitare in ogni dettaglio l’insetto naturale, abbia maggior successo in pesca nelle imitazioni di insetti terrestri, avendo questi ultimi, solitamente corpi più massicci; inoltre l’insetto naturale possiede strutture maggiormente rigide rispetto ad altre categorie di insetti. Pensiamo ad una vespa, un bruco, una mosca dello sterco o alle numerose cavallette e grilli. In questi casi risulta maggiormente efficace in pesca il presentare un artificiale molto simile al naturale, privilegiando la struttura alla mobilità. Ma nella maggior parte degli altri insetti ritengo sia maggiormente utile ricercare la mobilità, caratteristica che permette di dare una maggiore parvenza di vita alla mosca. Privilegiando la mobilità, si offre una sensazione d’insieme che permette di imitare con successo l’insetto, cosa che non avviene creando un artificiale quasi perfetto, ma con poca mobilità; pensiamo alle effimere in tutti i loro stadi di trasformazione, ai tricotteri, ai chironomidi. E’ ormai da molto anni che sono giunto ad una conclusione: gli arti f