Confluenze Magazine Nt. 17 n.02 anno 1 marzo 2013 - Page 42

Testo di Marco Feliciani Foto di Corrado Corradini In occasione della recente fiera della pesca tenutasi a Vicenza, parte dello staff di CONFLUENZE è stato ospite nello stand di Max Lo Faro, stand che tra i numerosissimi e vari articoli esponeva la completa collezione di mosche di J: SON & CO.: ho avuto la possibilità di osservarle per due giorni in ogni loro dettaglio. Bellissime, perfette, praticamente identiche agli insetti che intendono imitare, una vera e propria esaltazione delle capacità costruttive dell’autore, una ricerca esasperata del dettaglio, della perfezione, ricerca che indubbiamente ha avuto successo perché si tratta comunque di artificiali utilizzabili in pesca e non, quindi, dei modellini statici. Eppure, nonostante tutte queste caratteristiche positive, hanno un loro limite, che è dovuto paradossalmente proprio nell’imitare alla perfezione il naturale: sono artificiali belli, bellissimi ma … senza anima. Superato lo stupore iniziale per la loro perfezione, non ho potuto non notare che sono artificiali dotati di poca mobilità, mosche statiche, avendo gran parte della loro struttura realizzata con materiali sintetici privi di movimento; questo è il limite di tutte le categorie di artificiali che intendono imitare in Tying Confluenze 42