Confluenze Magazine Nt. 17 n.02 anno 1 marzo 2013 - Page 102

ANOMALIE SUICIDE Se andate a leggere qua e la articoli o scritti o saggi sulla pesca dei Permit, vi accorgerete come tutti finiscono col definire il Permit come pesce estremamente diffidente, lunatico, imprevedibile. Vi accorgerete quindi di come tutti coloro che scrivono sui Permit, mostrando foto di catture in pose artistiche e (ultimamente, come vuole la moda dei fotografi “new age”, con pose da kamasutra), si vantano dell’abilità e della perseveranza nella loro ricerca e sulla loro indiscutibile tecnica maestra che ha portato all’ambita cattura. Certo, più una specie è rara o difficile, più la sua cattura genera onori e ammirazione. Ora, che il Permit sia una specie davvero stramba è fuori discussione, che sia un pesce lunatico è verità, che sia estremamente diffidente pure. Non è facile trovarli, non sono numerosi e i luoghi al mondo dove ci sono le condizioni ideali per poterli pescare sono pochi. (Ascension Bay è uno dei migliori) Poi bisogna fare i conti con le condizioni esterne, impreviste e imprevedibili come stagioni, temperature, correnti, migrazioni e maree. Per molti già il fatto di avvistare dei permit è un sogno, il riuscire ad averli a tiro incredibile, il fatto di riuscire a fare un paio di lanci buoni sui Permit già un successo. Il riuscire a prenderne uno, per moltissimi, è il coronamento di una vita da pescatore. Ma in tutto questo vassoio di difficoltà e di imprevisti ci sono anche delle eccezioni, non del tutto rare, che forse, confermano le regole. Lavorando da diversi anni in un lodge, in una delle zone dove la concentrazione dei Permit è davvero notevole. Come accompagnatore e assistente guida e fotografo, ho avuto la possibilità di effettuare numerose uscite di pesca ai Permit, di ascoltare esperienze dai clienti e dalle guide di pesca. Sono stato testimone di situazioni in cui si rinnega tutto quanto appreso su questa specie, situazioni buffe e a volte incredibili ma vere. Ne racconto solo alcune lasciando poi ai lettori giudizi e debite conclusioni. Si dice che se pungi un Permit o lo sbagli questo fugge a gran velocità. Un pescatore belga (del Belgio come i pastori) era da noi al lodge (bè tanto vale dirlo cosi la marchetta, è fatta e non ci pensiamo più: Puntaallenfishingclub.com Baia de Ascension, Messico) con altri amici che ne elogiavano la sua buona dose di fondoschiena e il fatto che fosse un buon pescatore, ma estremamente rozzo nella tecnica. Pescava con finali di diametro grossolano le sue imitazioni raramente erano attaccate e fili inferiori allo 0,35/0,40. Il suo finale tipo era composto da un finale conico terminante con uno 0,45 a cui attaccava un metro di 0,40 o, quando pescava bonefish uno 0,35. Un pomeriggio al rientro dalla pesca mostra con orgoglio ai suoi connazionali la foto di un bel Permit di oltre 10 kg. La guida ridacchiava. Il pescatore poi racconta agli amici, in lingua fiamminga, la sua avventura di pesca. Poi grandi risate e pacche sulle spalle. Non capendo un fico secco di fiammingo chiedo alla guida l’accaduto: Lui e la guida erano in wading dietro a un bel permit in tailing. Al primo lancio la sua imitazione cade a un metro dal pesce. Poi il pescatore si accorge di avere la lenza impigliata sull’attaccatura del mulinello. Con calma sgarbuglia il tutto noncurante del pesce. Poi proprio mentre svolge l’ultima spira vede la lenza tendersi di colpo. Vuoi la sorpresa, vuoi la consapevolezza di un terminale resistente, ferra con un poderoso strappone con il risultato di spezzare il nylon proprio sul bel Permit che aveva ghermito e ingoiato la sua imitazione ferma sul fondo (?). Il pesce scappa, ma con grande sorpresa a una trentina di metri, d’improvviso si ferma e ricomincia a grufolare sul fondo in tailing. Il belga per non perdere tempo rimonta un’altr