Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 92

Primum vivere…

È fin troppo evidente come la prima preoccupazione nel progettare una missione umana di così lunga durata e senza alcuna possibilità di effettuare rifornimenti lungo il cammino, sia quella di mettere a disposizione dell’equipaggio tutto il necessario alla sopravvivenza, il che comporta – in prima battuta – il dover prevedere una scorta sufficiente di alimenti, acqua e ossigeno. Per provare a quantificare quale carico comporti questa fondamentale preoccupazione possiamo riferirci alle più recenti tra le missioni spaziali umane di lunga durata effettuate finora, vale a dire quelle che hanno riguardato la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Parlando dell’aspetto alimentare, attingiamo ai dati diffusi dalla NASA. Possiamo così scoprire che se per l’Apollo 7 (1968) si prevedevano 0,82 kg di alimenti giornalieri per ciascun astronauta e per l’Apollo 14 (1971) il quantitativo era salito a 1,1 kg, per un attuale occupante della Stazione spaziale si parla di 1,8 kg al giorno. Fatti due conti per un equipaggio di 6 persone e tenendo presente una missione di 630 giorni (i 21 mesi minimi cui si accennava in precedenza), otteniamo un valore di 6,8 tonnellate di alimenti. Valore che deve essere subito aumentato di circa il 16%: a tanto, infatti, ammonta la componente packaging del cosiddetto food system attuale degli astronauti. A chi lo ritiene esagerato

Primum vivere…

Sotto. Alcuni esempi di cibo liofilizzato e impacchettato per essere consumato nello spazio. Crediti: NASA

È fin troppo evidente come la prima preoccupazione nel progettare una missione umana di così lunga durata, e senza alcuna possibilità di effettuare rifornimenti lungo il cammino, sia quella di mettere a disposizione dell’equipaggio tutto il necessario alla sopravvivenza, il che comporta – in prima battuta – il dover prevedere una scorta sufficiente di alimenti, acqua e ossigeno. Per provare a quantificare quale carico comporti questa fondamentale preoccupazione possiamo riferirci alle più recenti tra le missioni spaziali umane di lunga durata effettuate finora, vale a dire quelle che hanno riguardato la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Parlando dell’aspetto alimentare, attingiamo ai dati diffusi dalla NASA. Possiamo così scoprire che se per l’Apollo 7 (1968) si prevedevano 0,82 kg di alimenti giornalieri per ciascun astronauta e per l’Apollo 14 (1971) il quantitativo era salito a 1,1 kg, per un attuale occupante della Stazione spaziale si parla di 1,8 kg al giorno. Fatti due conti per un equipaggio di 6 persone e tenendo presente una missione di 630 giorni (i 21 mesi minimi cui si accennava in precedenza), otteniamo un valore di 6,8 tonnellate di alimenti. Valore che deve essere subito aumentato di circa il 16%: a tanto, infatti, ammonta la componente packaging del cosiddetto food system attuale degli astronauti. A chi lo ritiene esagerato ricordiamo che ai tempi delle missioni Apollo, con contenitori rigidi, l’apporto in peso derivante dalle confezioni era decisamente più elevato. Tutto sommato, le quasi 8 tonnellate di viveri non sono così eccessive; in fin dei conti sono poco più del

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