Coelum Astronomia Speciale 2016 - Page 7

La nuova orbita, guadagnata con così tanta difficoltà, è in realtà molto più elevata di quella prevista originariamente e pertanto la sonda non potrà raccogliere tutti i dati scientifici promessi nel 2010. Infatti le condizioni orbitali di progetto prevedevano di compiere una rivoluzione attorno a Venere ogni 30 ore. Una seconda manovra prevista per Marzo sarà volta a ridurre il periodo orbitale a 9 giorni.

“L’orbita venusiana nel nuovo piano sarà molto ellittica,” spiega Takeshi Imamura della JAXA, l’agenzia spaziale giapponese. “Da lontano, monitoreremo continuamente le dinamiche su scala globale dell’atmosfera e delle nubi, mentre da distanze ravvicinate scatteremo immagini dell’atmosfera e della superficie.”

Durante i cinque anni di crociera interplanetaria, la sonda, mantenendosi sempre entro l'orbita di Venere, è stata esposta a condizioni molto più estreme di quelle per cui era stata progettata.

“Le condizioni termiche sono state piuttosto severe, soprattutto quando eravamo in prossimità del perielio”, continua Imamura.

L'immagine riporta lo schema dell'orbita seguita dalla sonda Akatsuki attorno a Venere con le caratteristiche che la descrivono (Periodo: 13 giorni, 14 ore. Inclinazione: circa 3 gradi).

Si nota in violetto la nuova orbita dopo la manovra correttiva.

“Abbiamo dovuto sopportare temperature molto elevate a causa della distanza ridotta tra il Sole e Akatsuki. Le radiazioni solari erano peggiori del 37% rispetto a quelle previste.”

Nonostante le condizioni estreme sopportate dalla sonda, recentemente, tre delle cinque fotocamere a bordo della sonda giapponese sono state attivate per la prima volta da più di quattro anni. Tutte e tre sembrano essere in buone condizioni.

La riuscita del nuovo tentativo di immissione in orbita di Venere stava particolarmente a cuore alla Comunità Scientifica poichè, con la fine della sonda europea Venus Express, disintegratasi nell’atmosfera a inizio anno, nessun’altra sonda oltre ad Akatsuki raggiungerà Venere nel prossimo decennio.

Inizia così la missione della sonda giapponese che dovrebbe riuscire ad operare per almeno due anni. La missione entrerà davvero nel vivo, almeno dal punto di vista scientifico, ad aprile 2016.

Venere ripresa dalla camera Ultraviolet Imager (UVI) a bordo della sonda, il 7 dicembre, subito dopo le monavro di entrata in orbita, a circa 72000 km dalla superficie. National Research and Development AgencyJapan Aerospace Exploration Agency (JAXA).

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