Coelum Astronomia Speciale 2016 - Page 6

Akatsuki è su Venere

Questa volta per restarci

Akatsuki ce l’ha fatta! La sonda giapponese è riuscita a compiere la delicata e disperata manovra di inserimento orbitale a distanza di 5 anni dal primo tentativo fallito.

Il 7 dicembre 2015 la sonda giapponese Akatsuki è tornata a far visita a Venere, stavolta per restarci. La sonda, che nel 2010 aveva fallito la manovra di inserimento orbitale con cui si sarebbe dovuta lasciar catturare dalla gravità di Venere, ha ritentato l’impresa quando, a 541 chilometri dalla superficie venusiana, ha iniziato la manovra di inserimento.

Le condizioni, almeno sulla carta, erano piuttosto sfavorevoli: durante il primo tentativo, cinque anni prima, il motore principale della sonda si era guastato meno di tre minuti dopo l’inizio della manovra di 12 minuti che avrebbe dovuto inserire Akatsuki in orbita attorno a Venere. L’interruzione prematura della propulsione aveva fatto sì che la sonda giapponese continuasse ad allontanarsi da Venere fino a perdersi su una nuova orbita eliocentrica.

Per questo nuovo tentativo, invece del motore principale, tuttora fuori uso e fra l’altro anche privo di carburante (gli ingegneri hanno deciso di alleggerire la sonda versando nello spazio 65 chili di propellente), Akatsuki ha utilizzato i suoi motori secondari di manovra.

Espellendo il carburante del motore principale e alleggerendo la sonda, gli ingegneri hanno alleviato notevolmente il lavoro dei propulsori secondari.

Nonostante le condizioni avverse e la difficile manovra da compiere, definita addirittura “disperata” dagli addetti ai lavori, Akatsuki si è inserita con successo in un’orbita di 400 per 440000 chilometri attorno a Venere, con un periodo di 13 giorni e 14 ore e una direzione prograda, ossia identica a quella della rotazione del pianeta.

NOTIZIARIO

di Pietro Capuozzo - Polluce Notizie

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