Coelum Astronomia Speciale 2016 - Page 28

IL CIELO DI

GENNAIO

A cura di

Luigi Becchi e Remondino Chavez

Dopo la clemenza dei mesi autunnali si fa avvertire in gennaio il clima tipico della stagione fredda, che se da una parte offre le migliori condizioni di trasparenza, dall’altra pone seri problemi a chi vuole raggiungere siti lontani dalle luci cittadine e rimanervi nella lunga notte astronomica.

Del resto, proprio le numerose ore di buio permettono in questo periodo di spaziare in prima serata dalle costellazioni autunnali più orientali (Pesci, Pegaso, Balena...) fino alle regioni ricche di nebulose e ammassi del cielo invernale, per arrivare poi nella seconda parte della notte a cogliere le prime avvisaglie della grande concentrazione di galassie del cielo primaverile (Vergine, Leone...).

IL SOLE

Dopo essere arrivato alla minima declinazione durante il Solstizio dello scorso dicembre, il Sole ha iniziato a risalire l’eclittica. La sua altezza sull’orizzonte al momento del passaggio in meridiano risulterà in gennaio ancora molto modesta (+27° a metà mese), ma l’arco descritto nel cielo tenderà a divenire ogni giorno più ampio. Ciò comporterà ovviamente un modesto aumento delle ore di luce, di circa 45 minuti, così che in gennaio la notte astronomica inizierà in media alle 18:45, mentre il mattino terminerà alle 6:00.

Il 2 gennaio, inoltre, il nostro pianeta raggiungerà il perielio, ovvero la minima distanza dal Sole, pari a circa 147,1 milioni di chilometri (0,98333 UA). Il fatto potrebbe sorprendere, considerando che la minima distanza coincide nel nostro emisfero con il periodo più freddo dell’anno, ma si deve considerare che l’incremento di irradiazione - pari a circa il 7% rispetto a quella che si registra all’afelio (distanza Terra-Sole di 152,1 milioni di chilometri) - viene più che compensato dalla minore inclinazione dei raggi solari e dal ridotto numero di ore d’insolazione.

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Aspetto del cielo

per una località posta a

Lat. 42°N - Long. 12°E