Coelum Astronomia Speciale 2016 - Page 11

polvere e ghiaccio residuo che vengono sollevate in aria dal vapore acqueo. Tuttavia, saranno necessari dati a risoluzioni maggiori per poter far luce sui meccanismi alla base di questo fenomeno.

“Il team di Dawn sta ancora discutendo su questi risultati e analizzando i dati per comprendere meglio la situazione nel cratere Occator”, spiega Chris Russell, responsabile della missione.

Un altro notevole risultato raggiunto da Dawn in questi mesi è l’identificazione di argille ricche di ammoniaca, una scoperta effettuata dallo spettrometro italiano VIR.

La temperatura superficiale di Cerere è troppo elevata per poter consentire la presenza stabile di ammoniaca ghiacciata; tuttavia, le molecole di ammoniaca posso rimanere stabili se chimicamente legate ad altri minerali, ed è esattamente ciò che gli scienziati hanno individuato nei dati di Dawn.

La presenza di ammoniaca, del tutto inaspettata, suggerisce che Cerere non si sia formato nella cintura asteroidale tra Marte e Giove dove si trova oggi, ma che abbia avuto origine molto più in là. Un altro scenario plausibile è che Cerere abbia raccolto i materiali residui provenienti dal sistema solare esterno.

“La presenza di ammoniaca suggerisce che Cerere sia composto di materiale formatosi in un ambiente dove l’ammoniaca e l’azoto erano abbondanti,” spiega Maria Cristina de Sanctis dell’INAF. “Pensiamo che questo materiale abbia avuto origine nel sistema solare esterno”.

Nonostante questa particolarità, altre regioni dello spettro di Cerere mostrano delle somiglianze a quelle di alcuni meteoriti, in particolare delle condiriti carbonacee, meteoriti ricchi di carbonio che però presentano concentrazioni di acqua pari solo al 15-20%, contro il 30% di Cerere.

I dati di Dawn mostrano inoltre che la temperatura superficiale varia da -90 a -33 gradi centigradi, con picchi termici nelle regioni equatoriali.

Il video qui sopra mostra la rotazione di Cerere (in falsi colori). Gli scienziati utilizzano i falsi colori per esaminare ed evidenziare le differenze nella composizione dei materiali del suolo. Il colore blu viene utilizzato per materiali chiari e si può vedere in più di 130 luoghi. Le immagini sono state ottenute dalla sonda Dawn da una distanza di circa 4400 chilometri.

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