Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 93

compagna, i buchi neri si "attivano" ed emettono lampi di raggi X. Ma non è facile osservare questi eventi, a causa, ancora una volta, della fitta coltre di polveri e materia che oscura la vista sulla regione centrale della Via Lattea: solo i lampi più potenti sarebbero facilmente individuabili ma, nel contempo, questi sono più rari. Hailey e i suoi colleghi hanno capito che avrebbero dovuto cercare i lampi di raggi X più deboli ma più frequenti e costanti, emessi quando i buchi neri si accoppiano con una stella di piccola massa.

Consultando l’archivio dei dati del Telescopio Spaziale Chandra, operante nei raggi X, e cercando le firme di quei sistemi binari a basse emissioni, il team è stato in grado di individuarne dodici entro un raggio di tre anni luce da Sgr A*. Successivamente, considerando la posizione e la distribuzione di questi dodici sistemi, è stato possibile estrapolare la presenza del numero di sistemi binari e quindi anche dei buchi neri solitari, arrivando a un numero compreso tra i 300 e i 500 per i primi e oltre 10.000 per i buchi neri solitari. Una tale popolazione sarebbe inoltre tutta compresa entro pochi anni luce da Sgr A*, rendendo quindi la regione del buco nero supermassiccio molto più affollata di quanto si potesse immaginare.

La regione nelle immediate vicinanze del buco nero supermassiccio Sagittarius A* sembra sia letteralmente affollata di buchi neri di dimensioni minori. Crediti:NASA/CXC/Columbia Univ./C. Hailey et al.

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