Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 92

possano resistere sul posto proprio perché legati dai potenti campi magnetici che permeano la polvere. I filamenti, lunghi fino ad alcuni anni luce, sembrano raggrupparsi proprio sotto Sagittarius A*, in un punto in cui probabilmente convergono i flussi di gas e polvere in orbita attorno al buco nero.

A destra. La mappa che traccia i filamenti magnetici che collegano le stelle più brillanti poste nella zona del buco nero Sgr A*. Crediti: E. Lopez-Rodriguez / NASA Ames / University of Texas at San Antonio

Diecimila buchi neri...

Parlare del centro della Via Lattea porta inevitabilmente a concentrare l'attenzione su Sagittarius A*... Anche noi, in questo articolo, non abbiamo resistito all'attrazione (non solo gravitazionale) di quel mostro super massiccio e abbiamo dedicato quindi ampio spazio agli studi condotti su di esso. Eppure il centro della galassia è un luogo molto affascinante e ricco di particolarità che non si esauriscono con Sgr A*. In effetti se lui è il re, c'è da considerare che non si trova da solo a corte, ma una schiera di altri corpi massicci e altrettanto oscuri gli fanno da seguito.

Da oltre vent'anni tra gli studiosi si era insinuato il sospetto che Sagittarius A* non sia solo: la zona del nucleo è circondata da un alone costituito da grandi quantità di gas e polveri e dove c'è abbondanza di materiale non possono che formarsi stelle molto massicce. Proprio queste stelle, alla fine del loro ciclo vitale, possono infine trasformarsi in buchi neri. Sarebbero dunque migliaia e migliaia i "mostri" minori che affollerebbero il centro delle galassie. Per molti anni si è trattato solo di una speculazione senza alcuna conferma ma, di recente, un team di astronomi guidati dall’astrofisico Charles Hailey (Columbia University) ha portato delle evidenze che confermerebbero l'ipotesi, in un articolo pubblicato su Nature nell'aprile 2018.

Come abbiamo visto, osservare un buco nero significa in realtà osservarne gli effetti sul materiale e sulle stelle circostanti. Le osservazioni compiute nel dominio gravitazionale, rilevando le deboli onde gravitazionali come fatto dai grandi interferometri LIGO e Virgo, hanno aperto nuove vie per il loro studio ma l'astronomia gravitazionale è ancora molto giovane. Risulta pertanto indispensabile riuscire a cogliere quegli effetti dovuti all'interazione tra un buco nero e una stella di passaggio che, attratta irresistibilmente dall'oscuro corpo celeste, si lega indissolubilmente ad esso formando un sistema binario. Assorbendo materiale dalla nuova

Coelum Astronomia

92