Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 89

Sopra. Questa simulazione mostra le orbite delle stelle molto vicine al buco nero supermassiccio nel cuore della Via Lattea. Una di queste stelle, denominata S2, orbita ogni 16 anni ed è passata molto vicino al buco nero nel maggio 2018. Si tratta di un laboratorio perfetto per testare la fisica gravitazionale e in particolare la teoria della relatività generale di Einstein. Crediti: Eso/L. Calçada/spaceengine.org

Large Telescope) dell’ESO in Cile, che hanno compiuto nuove accuratissime osservazioni nella banda dell’infrarosso.

L'équipe internazionale di ricercatori, guidata da Reinhard Genzel, ha confrontato le misure di posizione e velocità ottenute da Gravity, da Sinfoni e da precedenti osservazioni compiute con altri strumenti: i nuovi risultati non sono compatibili con le previsioni della meccanica newtoniana, mentre sono in eccellente accordo con le previsioni basate sulla teoria della Relatività generale.

Il team ha usato Sinfoni per misurare la velocità di S2 in avvicinamento e in allontanamento dalla Terra e lo strumento Gravity per compiere misure estremamente precise della posizione di S2 per definirne l’orbita, con una precisione tale da scorgere le variazioni di posizione della stella da una notte all’altra. Le nuove misure hanno rivelato chiaramente un effetto noto come redshift gravitazionale (ipotizzato da Einstein): la luce della stella viene allungata a lunghezze d’onda maggiori dall'intensissimo campo gravitazionale del buco nero e i cambiamenti osservati nella lunghezza d’onda della luce di S2 sono in perfetto accordo con quanto previsto dalla teoria di Einstein. I risultati dello studio sono stati presentati in un articolo pubblicato su Astronomy & Astrophysics nel luglio 2018.

Intanto, un’altra stella vicina a Sgr A*, S102, meno luminosa di S2 ma con un periodo orbitale più breve (11 anni e mezzo), raggiungerà il peribotro della sua orbita all’inizio del 2021 e già si sta preparando una nuova importante campagna di osservazioni per seguirla.

Oltre a fornire il banco di prova per le teorie di Einstein, le misurazioni condotte sul moto estremamente rapido delle stelle in orbita attorno a Sagittarius A* hanno permesso anche di stimare la massa del buco nero.

www.coelum.com

89