Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 87

la Terra, a noi appare come un lampo, creando anche quell'effetto di sfarfallio luminoso nel resto del tempo.

Lo strumento Gravity ha reso possibile questo incredibile risultato combinando la luce dei quattro telescopi del VLT per creare un unico super-telescopio virtuale di ben 130 metri di diametro. I dati raccolti, inoltre, corrispondono in modo preciso ai modelli teorici basati sulle previsioni della Relatività generale di Einstein e rappresentano un’ulteriore conferma che al centro della Via Lattea si trova davvero un buco nero, la cui massa è pari ad almeno 4 milioni di masse solari.

L'osservazione di ulteriori bagliori potrà senza dubbio contribuire a rivelare ulteriori informazioni sul Sgr A*, oltre a raffinare le informazioni relative a dimensioni e massa, come, per esempio, se sia in rotazione (se si tratti cioè di un "buco nero di Kerr") e il senso della sua rotazione (chiamato spin). Inoltre, proprio come è stato fatto con l'osservazione del moto delle stelle nell'orbita del buco nero, i lampi stessi potrebbero fornire un nuovo modo per mettere alla prova la teoria sulla relatività generale di Einstein, in un laboratorio naturale le cui condizioni fisiche sono totalmente uniche e assolutamente non riproducibili in nessun altro luogo.

Stelle in orbita

A sinistra. Le zone centrali della galassia, la Via Lattea, osservate nel vicino infrarosso con lo strumento NACO installato sul VLT dell'ESO. La posizione del centro, che ospita il buco nero (invisibile) noto come Sgr A*, con una massa di 4 milioni di volte quella del Sole, è indicata da una croce arancione. Nell’immagine è riportata anche la posizione dell’orbita della stella S2, analizzata nel suo passaggio al peribotro (il punto dell’orbita più vicino al buco nero) del 2018 per il calcolo della massa di Sgr A* e mettere alla prova la teoria della Relatività generale di Einstein. Crediti: ESO/MPE/S. Gillessen et al.

Un altro metodo per determinare le proprietà di Sagittarius A*, di cui abbiamo già fatto cenno nei paragrafi precedenti, consiste nell'osservazione delle stelle che abitano la regione circostante al buco nero e che, attratte dal suo intenso campo gravitazionale, gli orbitano attorno. Nel corso del tempo gli astronomi si sono resi conto che la popolazione stellare al centro della Via Lattea è piuttosto ricca, con un addensamento notevole proprio nella regione dominata da Sgr A*. Riuscire a osservare tali stelle e determinarne l'orbita e il moto avrebbe permesso di tracciare il profilo della singolarità che le attraeva. Una di queste stelle in particolare, nota con la sigla S2, è quella che ha consentito agli astronomi di effettuare gli studi più interessanti. S2 è una stella di sequenza principale (tipo spettrale B0–2) con massa pari a circa 10–15 masse solari. Le osservazioni di questa stella sono iniziate nel 1992 e, dopo ben 27 anni di analisi, la sua orbita è ormai nota con una precisione molto alta. Tale orbita risulta molto eccentrica (e = 0,88) con un periodo orbitale pari a

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