Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 85

sincrotrone, emessa da elettroni in moto a velocità relativistiche in una zona interna del disco di accrescimento di Sgr A*, a ridosso dell’ISCO, più o meno a 36 milioni di chilometri da esso, meno del raggio dell'orbita di Mercurio dal Sole.

Le misurazioni di grande precisione effettuate da Gravity su quel puntino tremolante in movimento hanno permesso di restringere le possibili ipotesi su ciò che causa i lampi di Sagittarius A*. Potrebbero essere masse concentrate di plasma incandescente proiettate via dal buco nero sotto l'influenza dei potenti campi magnetici oppure potrebbero essere degli ammassi di materiale nel denso disco di materia che orbita attorno al corpo, addensamenti in qualche modo assimilabili ai bracci a spirale di una galassia. In questi casi il lampo potrebbe essere causato dal rapido riscaldamento della materia e successivo raffreddamento. Altre ipotesi descrivono il comportamento del materiale del disco di accrescimento paragonandolo a ciò che avviene sulla superficie di una stella: proprio come avviene durante un'eruzione solare, si formerebbero delle bolle di plasma governate dagli intensi e aggrovigliati campi magnetici presenti nella regione. In questo caso, il lampo non sarebbe dovuto alla temperatura ma piuttosto al fatto che la bolla stia orbitando rapidamente attorno al buco nero. Lo spazio-tempo, deformato dalla potente gravità, come previsto dalla Relatività generale di Einstein, fa si che la luce del punto caldo (hot spot) si concentri in un fascio come sotto l'effetto di una lente. Essendo in moto, quando il fascio è diretto verso

Sopra. Lo strumento GRAVITY dell'ESO, straordinariamente sensibile, ha aggiunto ulteriori prove alla convinzione di vecchia data che un buco nero supermassiccio si annidi nel cuore della Via Lattea. Nuove osservazioni mostrano grumi di gas che ruotano intorno al nucleo a una velocità pari a circa il 30% di quella della luce, su un'orbita circolare appena al di là di un buco nero di quattro milioni di volta la massa del Sole – è la prima volta che si osserva materiale in orbita vicino al punto di non ritorno, con le osservazioni più dettagliate di sempre di materiale in orbita così vicina a un buco nero. Il video usa la visualizzazione dei dati ottenuti da una simulazione dei moti orbitali del gas che si muove a circa il 30% della velocità della luce su un'orbita circolare intorno al buco nero supermassiccio Sagittarius A*.

Crediti: ESO/Gravity Consortium/L. Calçada

La radiazione di sincrotrone è una caratteristica radiazione elettromagnetica di tipo non termico (com’è invece quella generata dalle stelle) prodotta da particelle cariche che si muovono ad alta velocità (una frazione sensibile della velocità della luce) in un campo magnetico. Quanto più veloci sono le particelle, tanto minore è la lunghezza d’onda della radiazione. L’effetto si osserva nei residui di supernovae, nelle radiosorgenti extragalattiche come la galassia M 87 e nelle pulsar.

Radiazione di Sincrotrone

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