Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 81

quei disturbi fossero di origine puramente atmosferica), Jansky si rese conto della persistenza di un disturbo che si ripeteva con un periodo di 23 ore e 56 minuti, proprio il tempo di rotazione della Terra, tipico quindi di una sorgente di origine extraterrestre. Tale sorgente mostrava il massimo in direzione del centro della Via Lattea, nella costellazione del Sagittario. I risultati vennero pubblicati nell'articolo "Electrical Disturbances Apparently of Extraterrestrial Origin" su riviste scientifiche e sul New York Times il 5 maggio 1933, data che segna l’inizio ufficiale della radioastronomia.

Furono necessari però ancora un paio di decenni prima che la fonte di quell'emissione radio fosse in qualche modo descritta con maggiore precisione e gli fosse attribuito anche un nome. Inizialmente identificata come la "sorgente del centro galattico" fu solo ad opera dei ricercatori John D. Kraus, Hsien-Ching Ko e Sean Matt nel 1954 che la sorgente venne battezzata Sagittarius A (abbreviata in Sgr A), senza l'asterisco. Non avendo ancora avanzato ipotesi sulla natura di quella sorgente, all'epoca lo sforzo era per lo più volto a determinarne l'estensione.

In un articolo del marzo 1960, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society i ricercatori J H Oort e G W Rougoor evidenziarono, in base alla direzione e all'assorbimento spettrale rilevato, che la posizione di Sagittarius A doveva coincidere con il centro della Via Lattea. Nel corso dei decenni successivi vennero effettuate misurazioni sempre più accurate per determinarne la posizione, l'estensione nonché la natura. Si iniziò a parlare di nuclei galattici attivi (AGN) come rilevato in altre galassie – ma, nel caso della Via Lattea, in uno stato di quiescenza – e infine di "buchi neri". La natura di sorgente radio stava prendendo sempre più forma dal punto di vista teorico ma, ovviamente, non c'era la capacità osservativa necessaria per confermare le teorie. Nel 1971, in un articolo dell'astrofisico inglese Donald Lynden-Bell, riprendendo la teoria dei nuclei galattici come sedi di corpi supermassicci derivati dai quasar, si parla esplicitamente di un buco nero al centro della Via Lattea, poi individuato nel febbraio 1974 dagli astronomi Bruce Balick e Robert Brown, usando l’interferometro del National Radio Astronomy Observatory.

Sopra. Riproduzione a grandezza naturale del primo radiotelescopio, costruito da Karl Jansky e ora situato al National Radio Astronomy Observatory (NRAO) di Green Bank, West Virginia

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