Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 76

Coelum Astronomia

76

Di tutte le grandi strutture che costituiscono la Via Lattea, il centro, detto bulge, è sicuramente una delle regioni più frizzanti e animate dell'intero nostro "universo isola". Se la periferia in cui viviamo, ossia la zona in cui si trova il Sole, a circa 26.000 anni luce dal centro, è relativamente tranquilla e sicura, di certo non si può dire la stessa cosa per il nucleo. Animato da intense forze e addensamenti inimmaginabili di materia e stelle, il bulge è paragonabile al centro più vivo ed energico di una grande metropoli che non dorme mai. Ed è proprio lì che, in questo viaggio immaginario, andiamo a dirigerci.

Contemplando la lunga ed eterea scia argentea della nostra galassia, nelle calde notti estive, ponendo attenzione alla regione situata tra le costellazioni del Sagittario e dello Scorpione, non mancheremo di restare affascinati da quegli incredibili addensamenti stellari ammantati da oscure nubi di polvere cosmica che si stagliano sul fondo buio del cielo. Sono i grandi bracci della spirale galattica, proprio in corrispondenza del suo nucleo. La prospettiva visiva che abbiamo sul bulge della Via Lattea non è però dei migliori: quelle stesse strutture che tanto ammiriamo impediscono l'osservazione di quella regione così attraente dove dimora e regna incontrastato il buco nero supermassiccio chiamato Sagittarius A* (Sgr A*, pronunciato "A-star"). Esso è il responsabile primo dell'enorme forza che tiene insieme la materia galattica, quel profondissimo pozzo gravitazionale a cui è impossibile sfuggire.

Secondo le attuali conoscenze, si ritiene che la maggior parte delle galassie ospiti nel proprio nucleo un buco nero supermassiccio, capace di convertire in radiazione l’energia gravitazionale acquisita attraverso la materia che vortica nel suo disco di accrescimento e anche la Via Lattea, quindi, non fa eccezione. Un altro esempio ben noto, in particolare in questo periodo, è la galassia M 87, al centro delle recenti attenzioni mediatiche per via dello strepitoso risultato ottenuto dall'Event Horizons Telescope (EHT) che, per la prima volta nella storia, è riuscito nell'impresa di fotografare un buco nero, proprio quello di M 87.

Con un oggetto così mostruosamente letale e nel contempo intrigante situato proprio nel centro della nostra casa, si potrebbe pensare che gli