Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 68

Sua Maestà, la galassia

ellittica gigante M 87

di Gabriele Marini

La nostra galassia, la Via Lattea, considerata in un contesto più ampio, è solo una dei membri del grande ammasso di galassie noto come "Super Ammasso della Vergine", il cui centro è dominato dalla più massiccia galassia della zona, nota come M 87 del celebre catalogo Messier. Si tratta di una galassia ellittica gigante, con una popolazione stellare che raggiunge anche 10 volte quella della Via Lattea. Un vero colosso!

M 87 è una galassia ellittica che presenta diverse attrattive: con una distanza stimata di 53,5 milioni di anni luce e una dimensione angolare di circa 9', il suo diametro reale dovrebbe misurare intorno ai 130.000 anni luce (poco più grande della Via Lattea), ma in realtà, come ben sanno gli astrofotografi che hanno provato a misurare la sua estensione sulle loro fotografie a lunga posa, la dimensione angolare effettiva supera anche quella della luna piena, tanto che si ipotizza che le estreme propaggini del suo alone galattico si spingano a distanze reali di almeno mezzo milione di anni luce! Insomma, non è per niente facile conoscere le sue effettive dimensioni, così come la sua massa, che comunque (ricordiamo che si tratta di una ellittica, con un volume molto più grande di quello sviluppato da una spirale di analoghe dimensioni) dovrebbe essere pari ad alcune volte quella della Via Lattea.

La storia di M 87 ebbe inizio nella notte del 18 marzo 1781, quando l'astronomo francese Charles Messier per la prima volta la osservò e la descrisse come una "nebulosa" senza stelle nella Vergine, di magnitudine vicina alla ottava. Agli occhi del francese, la "nebulosa" sembrava avere la stessa luce delle due "nebulose" M 84 e M 86, scoperte la stessa notte. Non è chiaro però se a scoprire M 87 sia stato effettivamente Messier o se la posizione di questa galassia gli fosse stata indicata da Pierre Méchain, astronomo parigino che tanto contribuì alla stesura della seconda parte del catalogo.

Nel 1918, quasi 140 anni dopo la sua scoperta, nel tredicesimo volume delle pubblicazioni del Lick Observatory, la "nebulosa senza stelle" viene descritta da H. D. Curtis con queste parole: «Estremamente brillante, il nucleo compatto si vede bene in pose di 5 minuti [...]. Non si discerne nessuna struttura di spirale. Un curioso raggio luminoso rettilineo giace in una discontinuità della nebulosa ad angolo di posizione 20 gradi, apparentemente connesso con il nucleo da una sottile striscia di materia. Il raggio è più brillante nella sua estremità interna, posta a 11 secondi d’arco dal nucleo».

Si aggiunge dunque alla descrizione di M 87 questo "curioso raggio luminoso": si tratta del primo getto noto in astronomia che, con il successivo avvento dei radiotelescopi, diverrà

rapidamente un oggetto astrofisico di estremo interesse, uno degli oggetti attualmente più studiati del cosmo per le sue molteplici peculiarità. M 87 è infatti la galassia ellittica gigante più vicina a noi, trovandosi entro i confini dell’Ammasso della Vergine. Il suo nucleo, il più vicino nucleo galattico attivo (AGN), è estremamente luminoso a tutte le lunghezze d’onda, dalla banda radio fino ai raggi gamma, ed è proprio l’attività del nucleo a rendere M 87 particolarmente interessante, essendo la sorgente radio extragalattica meglio osservabile, assieme a Centaurus A.

Dalla sua scoperta, numerosi furono gli sforzi osservativi condotti per determinarne natura e proprietà. Nel 1954, M 87 fu identificata come l'oggetto visivo corrispondente a un'intensa sorgente radio puntiforme, individuata nel 1947, chiamato Virgo A. Tra il 1965 e il 1967, le

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