Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 65

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In questa magnifica immagine del telescopio Spaziale Hubble, incentrata sulla grande galassia ellittica M 87, è ben visibile il getto di plasma che si sprigiona dal centro della galassia e che si estende per decine di migliaia di anni luce nello spazio circostante. Crediti: The Hubble Heritage Team (STScI/AURA) and NASA/ESA

A seconda dell’angolazione di questi getti estremamente energetici e della presenza di sostanziali quantità di polveri galattiche attraversate, l’effetto è quello di una variabilità nella luce visibile e nello spettro, che porta la galassia attiva che ospita il buco nero e il getto relativistico a essere distinta in un campione di varietà (quasar, blazar, radiogalassie...).

A produrre eventi di portata del tutto inimmaginabile alla nostra mente umana devono esser per forza di cose meccanismi straordinari ed efficienti la cui causa va ricercata nell'immenso campo gravitazionale del buco nero supermassiccio.

Ebbene, gli effetti di quanto sopra descritto sono stati simulati ai supercomputer, ottenendo risultati che hanno dimostrato come le forze gravitazionali e magnetiche prodotte in buchi neri rotanti di due meccanismi combinati – quello di trascinamento e quello noto come meccanismo di Penrose – spiegherebbero proprio le proprietà osservate nei getti relativistici.