Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 64

Coelum Astronomia

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Il Getto di Plasma di M 87

di Stefano Schirinzi

Sopra. Giusto per dare un'idea sulle dimensioni REALI (non di quelle dell'orizzonte degli eventi!) del buco nero di M87: l'immagine aiuta a comprendere cosa si intende quando si parla di buchi neri "supermassicci", al contrario di quelli di "taglia stellare" (a sinistra nell'immagine), prodotti dal collasso dei nuclei di stelle massicce al termine della loro vita!

Nell'immaginario collettivo, un buco nero è solitamente considerato essere una sorta di mostro che divora qualsiasi cosa gli capiti attorno: visione certamente corretta anche se, ad oggi, nulla possiamo ancora dire su quanto accade al materiale divorato.

Ma se la voracità dei buchi neri è cosa nota ai più, è altrettanto vera la presenza di getti di plasma (che emettono intensamente nei raggi X e Gamma) che, dai poli vengono sparati all'esterno e in direzioni diametralmente opposte a velocità prossime a quella della luce e a distanze davvero ragguardevoli: il getto presente proprio in M 87, si estende per migliaia di anni luce dal buco nero dal quale si sprigiona.

La seguente rappresentazione fornisce un'idea realistica sulle reali dimensioni del buco nero di M 87 (si intenda bene: dell'oggetto "buco nero" e non del suo orizzonte degli eventi!), largo ben 38 miliardi di chilometri.

Molti curiosi si sono giustamente chiesti perché il team di EHT abbia preferito osservare il buco nero di M 87 anziché quello della Via Lattea. Diciamolo pure: tutti si aspettavano che la prima immagine di EHT sarebbe stata quella relativa a Sgr A*.

Al di là delle minori difficoltà osservative per il buco nero di M 87, la scelta risiede nella sua unicità e nell'attività del suo getto.Si tratta di una struttura immensa, già rilevabile nell'ottico, che si prolunga in rettilineo dal nucleo per oltre 3.000 anni luce per continuare ancora della medesima quantità con un andamento sinuoso, evidenziando alcune condensazioni.

Osservato nella banda radio, tale getto si estende fino a quasi 9.000 anni luce, divenendo instabile ed espandendosi a causa delle interazioni con il mezzo intergalattico. Ciò, assieme al fatto di essere anche una sorgente radio, di possedere una enorme quantità di gas caldo che si estende fino a mezzo milione di anni luce, di essere una galassia dalle dimensioni gigantesche e, tutto sommato, una delle più vicine galassie attive, motiva la scelta. Restiamo comunque in fremente attesa degli strabilianti risultati che EHT, prima o poi, rivelerà su Sgr A*!