Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 62

Coelum Astronomia

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1. Si evitano i disturbi indotti dal materiale

interstellare (elettroni liberi) che si estende dalla Terra al centro della nostra galassia (il cosiddetto interstellar scattering).

2. Mentre M 87 è una sorgente praticamente

“statica” nell’arco di una notte osservativa, Sgr A* varia con tempi scala di decine di minuti! Il che rende calibrazione e imaging dei dati problematica.

Siamo in fase di creazione di speciali algoritmi per trattare proprio il caso di una sorgente variabile come il nostro buco nero centrale, e contiamo di procedere alla creazione dell’immagine di Sgr A* come passo successivo.

Ora, una semplice domanda relativa al numero di radiotelescopi coinvolti. Sembra ci sia stata un po' di confusione tra i media, che hanno riportato numeri differenti... Quanti sono effettivamente i radiotelescopi che hanno partecipato?

Nel 2017, l’EHT era composto da 8 telescopi in 6 siti geografici diversi: l’Arizona Radio Observatory's Submillimeter Telescope (SMT) in Arizona; il Submillimeter Array (SMA) e il James Clerk Maxwell Telescope (JCMT) alle Hawaii; il Large Millimeter Telescope Alfonso Serrano (LMT) in Messico; l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) e l’Atacama; Path finder EXperiment (APEX) in Cile; l’IRAM 30-m Telescope in Spagna e il South Pole Telescope (SPT) nel Polo Sud.

Nel 2018 si è unito anche il Greenland Telescope in Groenlandia al Polo Nord.

Sotto. Gli otto telescopi della collaborazione EHT, più il nuovo arrivato, il Greenland Telescope Project al Polo Nord. Crediti: NRAO