Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 58

Coelum Astronomia

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In breve: cosa stiamo vedendo nell’immagine EHT?

di Paola De Gobbi

L’immagine che vediamo è al limite della risoluzione ottenuta grazie al più grande radiointerferometro del mondo, anzi… grande quanto il mondo, che è l’Event Horizon Telescope. In molti si sono chiesti: non potevano metterla a fuoco?

Si, è “a fuoco”, ma è la risoluzione dell’immagine che è molto bassa. La risoluzione di EHT è infatti indicata nell’immagine in basso, il “cerchietto” in basso a destra è il “pixel” della nostra immagine originale, che poi una volta migliorata con algoritmi sofisticati è diventata quella che vediamo. Un’ombra scura e un anello infuocato che visto dalla Terra ha un’ampiezza di appena 40 micro arcosecondi, ripresa con una risoluzione, mai ottenuta prima, di 20 micro arcosecondi!

L’anello infuocato è l’orizzonte degli eventi?

Non proprio... l’orizzonte “reale” del buco nero è circa 2,5 volte più piccolo dell’ombra che proietta (o meglio, della luce che assorbe) e misura poco meno di 40 miliardi di km. Nell’immagine in alto è indicato dal cerchio sottile all’interno.

Quindi no, l’anello non è propriamente l’orizzonte degli eventi: è la radiazione emessa dal materiale che gli gira intorno, chiamato anche anello di fotoni, distorta dalla gravità del buco nero, al punto che stiamo probabilmente vedendo anche radiazione dalla materia che sta dietro al buco nero… Nello schema al centro vediamo infatti il percorso dei raggi luminosi emessi dalla materia in orbita, che

Colonna di destra: nella prima immagine: si chiama ombra l'area scura, entro l'anello luminoso della foto: più che un’ombra è l'immagine auto-ingrandita del Buco Nero (che funge da lente gravitazionale). Nell'interno è indicato da un cerchio sottile il vortice della ultima orbita stabile, fin qui la materia si limita a orbitare attorno al buco nero, senza necessariamente rischiare di venire inghiottita, attorno al reale "orizzonte degli eventi", il bordo del Buco Nero. All'esterno, la luce della materia circostante (e, sempre per effetto gravitazionale, in parte anche retrostante! Vedi immagine al centro) si concentra nel luminosissimo "anello dei fotoni".

Nella terza immagine, il circoletto in basso a destra mostra la risoluzione di EHT, la grandezza del “pixel” dell’immagine ripresa. Crediti: EHT/Steno Ferluga.