Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 56

EHT è uno sforzo di collaborazione internazionale davvero importante: è stato difficile riuscire a mettere insieme e coordinare tante nazioni e tanti team, sparsi per tutto il globo?

L’EHT è un network altamente eterogeneo, essendo costituito da radiotelescopi tutti diversi fra loro, non solo come strumentazione o dati tecnici, ma anche come localizzazione geografica. Teniamo conto che anche il clima, o il microclima, ha un ruolo fondamentale della riuscita delle osservazioni, telescopi anche tecnicamente uguali possono avere rese diverse in luoghi differenti. Tutto questo crea notevoli problemi quando si tratta di analizzare i dati.

Infine, la coordinazione di un progetto con più di 200 scienziati appartenenti a una ventina di istituti diversi, finanziati separatamente e indipendentemente, diventa anche una mission impossible in termini organizzativi e “politici”.

Io stesso sono stato molto pessimista a tratti durante questi ultimi 4 o 5 anni.

Servirebbe un articolo solo per parlare di questo aspetto!

L'obiettivo del progetto è quello di creare immagini, misurare e comprendere i buchi neri astrofisici, realizzando la prima immagine dei buchi neri supermassicci al centro della galassia ellittica M 87 nell'ammasso Virgo e quella al centro della nostra galassia, Sagittario A *. Quest'obiettivo era condiviso con un altro team

americano, guidato da Shep Doeleman (dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics). Invece di competere, i due gruppi europei e americani (insieme ad altri gruppi con interessi comuni sparsi per il mondo) hanno saggiamente unito le forze e hanno formato dopo due anni (anche se la firma ufficiale è arrivata nel 2017), un consorzio internazionale, l'Event Horizon Telescope Consortium (o EHTC), con un obiettivo comune: ottenere la prima foto di un buco nero.

Veniamo allora subito ad alcune domande più specifiche (alcune delle quali arrivano anche dai nostri lettori).

La prima è sicuramente legata all'immagine rilasciata: si tratta realmente di una fotografia o

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Alcune domande e curiosità…

Intervista a Ciriaco Goddi (EHTC)

a cura di Redazione Coelum Astronomia

La foto del secolo… Ma si tratta realmente di una fotografia? Una delle domande che più abbiamo visto girare, e ci sono state fatte, è proprio questa. Una domanda non banale che arriva però anche a far pensare che, forse, non stiamo vedendo quello che davvero c’è ma quello che i ricercatori si aspettavano ci fosse… Molti sono gli interrogativi e le curiosità che ruotano attorno a questa rivelazione epocale. Abbiamo intervistato uno dei ricercatori coinvolti nel progetto EHT, Ciriaco Goddi, e gli abbiamo posto alcune domande per chiarire la situazione sul progetto e sull’importante risultato raggiunto.

Sopra. Ciriaco Goddi, responsabile scientifico di BlackHoleCam. Crediti: INAF