Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 50

Coelum Astronomia

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In confidenza: le emozioni di fronte a quell’immagine…

di Stefano Schirinzi

Per quanto mi riguarda, questa storia è stata emozionante sotto diversi punti di vista, ma soprattutto perché ho sempre provato un grande interesse nei confronti di quegli affascinanti oggetti che sono i buchi neri. Fin da piccolo, quando vidi il film "The Black Hole" della Disney o ascoltando "In The Black Hole" dei Rockets... Sono seguite tante letture e documentazioni nel corso degli anni. Ebbi anche l’occasione di parlarne anche, pensate… l'anno scorso qui a Trieste, con Kip Thorne!

Ma il passaggio da ciò che era nella mia mente all'immagine nella diretta per me è stato davvero devastante!

Non appena all'inizio del filmato hanno mostrato l'ammasso di galassie della Vergine, in un lampo – e con grande meraviglia – ho capito che si parlava di M 87 e non di Sgr A*! Che sorpresa!

E man mano che lo zoom "discendeva" lungo il getto di plasma, conoscendo le energie e i meccanismi che sono in gioco nella sua creazione, ho provato un'emozione fortissima immaginando che, nel giro di pochi secondi, si sarebbe manifestato il "mostro" che produce tutto questo. E quando è infine apparso, è stata per me un’emozione ancora più grande nel rendermi conto non solo che era l'ennesima prova di quanto la teoria della Relatività indicava, ma anche che quell'immagine era stata tante e tante volte virtualmente estrapolata attraverso simulazioni con supercalcolatori, la prima delle quali ben 40 anni fa. Ma quelle immagini erano virtuali… avere il riscontro, la prova "reale" di qualcosa che fino a oggi è stato solo immaginato è stato davvero incredibile! Per me e, penso, per tutti. Eravamo in quattro, a casa di un nostro amico del Circolo Astrofili, durante l'annuncio ed è partito un applauso da noi tutti: sono emozioni che ricorderò per sempre.

Emozioni uniche...

Sopra. Una mappa della rete interferometrica di EHT. Le stazioni attive, che hanno raccolto i dati nel 2017 e nel 2018 sono collegate dalle linee azzurre e indicate in giallo.

Sei sono gli studi pubblicati su The Astrophysical Journal Letters basati sui dati di EHT. E riguardano non solo i risultati ma anche il processo di raccolta dei dati e l’imaging. Il primo studio è quello che espone i risultati e dal quale è estratta l’immagine che tutti abbiamo ammirato, ormai più e più volte tra notiziari e social network. Gli altri studi affrontano invece i vari aspetti dell’esperimento, dalla strumentazione, dalla sua calibrazione all’elaborazione dei dati, fino all’immagine finale. Nel IV studio scopriamo che sono stati ben quattro i team che in modo indipendente sono arrivati all’immagine finale, per limitare il rischio (cosa che si sono chiesti in tanti) che l’immagine finale fosse in qualche modo influenzata dalle aspettative del singolo team. E una conferma in più della bontà dello studio è venuta dal fatto che in tutte le varie fasi, nonostante le diverse tecniche di controllo impiegate, il diametro dell’ombra e l’asimmetria dell’anello ripreso sono sempre rimaste le stesse. Si passa poi alla scienza dei buchi neri, con l’analisi di quanto osservato. E così scopriamo, tra formule e numeri relativi a dimensioni, masse e energie, che quanto abbiamo visto grazie EHT è coerente con l’ipotesi di un buco nero di Kerr al centro di M 87, come previsto dalla Teoria Generale della Relatività.

Paper I: The Shadow of the Supermassive

Black Hole

Paper II: Array and Instrumentation

Paper III: Data processing and Calibration

Paper IV: Imaging the Central Supermassive

Black Hole

Paper V: Physical Origin of the Asymmetric Ring

Paper VI: The Shadow and Mass of the Central

Black Hole

Gli studi pubblicati dalla Collaborazione EHT