Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 44

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Perché era stato costruito Beresheet

A destra. Un’immagine della Luna scattata da Beresheet quando si trovava a circa 500 km dalla superficie. Crediti: SpaceIL

SpaceIL è stata fondata per perseguire il Google Lunar X Prize, che aveva messo in palio un premio di 20 milioni di dollari per la prima entità finanziata privatamente capace di far atterrare una sonda sulla Luna, restituire immagini ad alta definizione e dimostrare mobilità in loco. Il concorso Google Lunar X Prize si è concluso l’anno scorso senza un vincitore, ma i sostenitori di Beresheet hanno mantenuto viva la missione.

Kahn, un uomo d’affari israeliano di origine sudafricana, è stato il più grande contributore della missione. L’Agenzia spaziale israeliana ha assegnato SpaceIL a circa 2 milioni di dollari, unico finanziamento governativo al programma.

X Prize Foundation, che ha organizzato l’originale concorso Google Lunar X Prize, aveva dichiarato il 28 marzo che avrebbe offerto un “Moonshot Award” da 1 milione di dollari a SpaceIL se la missione Beresheet fosse atterrata con successo. Peter Diamandis, fondatore e presidente esecutivo di X Prize Foundation, ha annunciato giovedì che SpaceIL otterrà comunque il premio Moonshot, twittando che il premio aiuterà SpaceIL «a continuare il loro lavoro e a perseguire con un Beresheet 2.0». «Sono riusciti a toccare la superficie della Luna, ed è quello che stavamo cercando per il nostro Moonshot Award», ha dichiarato Anousheh Ansari, CEO di X Prize Foundation.

«Oltre a toccare la superficie della Luna, hanno toccato le vite e il cuore di un’intera nazione, del mondo intero», ha detto Diamandis. «Questi premi non sono facili, e francamente, lo spazio non è facile, non ancora».

E noi non possiamo che essere pienamente in accordo con le parole di Mr. Diamandis.

Piccola curiosità: l’ultima creazione di un cratere di origine artificiale sulla Luna risale al 17 aprile 2014, quando la sonda LADEE fu fatta deorbitare deliberatamente portandola allo schianto sul suolo selenico.

L’articolo è pubblicato sul sito AstronautiNEWS dell’associazione ISAA. Riproduzione con il permesso dell’autore.