Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 43

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Un felice fallimento

Beresheet, che significa “genesi” o “all’inizio” in ebraico, mirava a diventare il primo veicolo spaziale, finanziato privatamente, a sbarcare su un altro corpo planetario. La missione è stata sviluppata con circa 100 milioni di dollari da SpaceIL, un’organizzazione non-profit fondata nel 2011 da tre giovani ingegneri israeliani. In tutto il mondo, la missione è stata ampiamente lodata nonostante lo schianto. Diverse entità private e pubbliche hanno infatti collaborato al progetto. NASA ha offerto supporto per le comunicazioni e il monitoraggio della missione (oltre che il riflettore di cui sopra).

L’agenzia spaziale tedesca DLR ha aiutato il team di SpaceIL a testare i sistemi da una drop tower (una torre grazie alla quale si simula con cadute controllate e monitorate la microgravità) per ricreare le condizioni che il veicolo spaziale avrebbe incontrato una volta raggiunto il suolo lunare.

Positivo, anche se rammaricato, il presidente di SpaceIL Morris Kahn (che ha finanziato con circa 40 milioni di dollari il programma del lander) ha dichiarato: «Beh, non ce l’abbiamo fatta, ma abbiamo sicuramente provato, e penso che il raggiungimento di quello che abbiamo ottenuto sia davvero fantastico. Penso che possiamo ritenerci orgogliosi».

E infatti è stato già annunciato il secondo tentativo per Beresheet.

Commenti sulla stessa lunghezza d’onda anche da parte del premier Benjamin Netanyahu, che ha osservato il tentativo di atterraggio dal centro di controllo: «Se all’inizio non ci riesci, ci riprovi» ha detto il primo ministro israeliano, aggiungendo che Israele potrebbe tentare un’altra missione simile a questa entro i prossimi due anni.

Nonostante il fallimento della sonda, i funzionari di NASA e l’industria spaziale commerciale si sono congratulati con il team di Beresheet per il loro successo nell’ottenere il veicolo spaziale così vicino all’atterraggio.

L’amministratore NASA Jim Bridenstine ha detto in una dichiarazione: «Mentre NASA si rammarica della fine della missione SpaceIL, ci congratuliamo con SpaceIL, l’Israel Aerospace Industries e lo Stato di Israele per l’incredibile missione finanziata privatamente. Ogni tentativo di raggiungere nuove pietre miliari ci offre l’opportunità di apprendere, adattarci e progredire. Non ho dubbi che Israele e SpaceIL continueranno a esplorare e non vedo l’ora di festeggiare i loro successi futuri».