Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 31

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Misteri marziani

Abbiamo ormai un’enorme banca dati di immagini e dati marziani che confermano chiaramente l’antica presenza sul Pianeta Rosso di fiumi, i cui percorsi sono anche stati rilevati con estrema precisione. Oltretutto, che questi fiumi fossero anche tumultuosi e con una forte corrente lo ha confermato Curiosity con le sue rilevazioni di rocce e ghiaie consumate dal fluire delle acque, esattamente come quelle che si trovano nei letti dei fiumi terrestri.

Uno dei punti controversi però è il dubbio su quale clima potesse avere Marte quando c’erano questi grandi corsi d’acqua, che dovevano essere in qualche modo alimentati, ovviamente, da forti piogge che conseguentemente implicavano un sistema di circolazione atmosferica molto simile alla Terra.

In aggiunta a questo dobbiamo considerare che Marte si trova all’estremo lontano della zona abitabile del Sistema Solare e quindi dei fiumi che scorrono continuamente senza congelare implicano che le temperature debbano restare sopra lo zero costantemente, cosa che richiederebbe la presenza di un effetto serra abbastanza forte.

Ma le analisi compiute su quasi 200 fiumi marziani, verificando la loro evoluzione altimetrica e di portata lungo circa un miliardo di anni, hanno portato a un altro quesito: la situazione attuale è quasi una “fotografia” delle condizioni in un determinato momento del Pianeta Rosso, quasi come se lo sconvolgimento atmosferico e la sparizione dell’acqua si fossero verificati in tempi brevissimi (geologicamente parlando), come una sorta di cataclisma planetario improvviso, come se avessero spento l’interruttore del clima.

Ora, essendo questi dei fatti assodati, quale di queste possibili opzioni è sbagliata? I nostri modelli climatici di Marte, i modelli di evoluzione atmosferica o addirittura la cronologia del Sistema Solare interno?

Questi sono i risultati, o meglio i dubbi evidenziati da uno studio eseguito dall’Università di Chicago. A parte la curiosità della cosa, queste considerazioni sono importantissime per la comprensione dell’evoluzione atmosferica dei pianeti rocciosi. Se una cosa simile potesse succedere anche alla Terra sarebbe molto utile saperlo per poter prendere delle contromisure, tanto più che con le attività umane stiamo già intervenendo pesantemente sulla nostra atmosfera…