Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 21

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Osiris-Rex: nuove sorprese da Bennu

di Redazione Coelum Astronomia

A sinistra. Una ripresa in cui è visibile un getto di particelle e sassi dalla superficie di Bennu. È la somma di due immagini raccolte il 19 gennaio scorso, elaborate per evidenziare il dettaglio dello "sbuffo". Crediti: NASA/Goddard/University of Arizona/Lockheed Martin

In orbita attorno all'asteroide Bennu, la sonda OSIRIS-Rex, della NASA, dopo avercene mostrato la natura aspra dal terreno fortemente accidentato e costellato di massi, ci mostra ora una caratteristica del tutto inaspettata: getti di materia sparati dalla sua superficie! Che ci sia a volte un sottile confine tra comete e asteroidi era già successo, ma nulla del genere ci si aspettava accadesse su Bennu.

«La scoperta dei pennacchi è una delle più grandi sorprese della mia carriera scientifica. E il terreno così aspro va contro tutte le nostre previsioni. Bennu ci sta già sorprendendo, e il nostro entusiasmante viaggio è solo agli inizi», ha detto Dante Lauretta, PI della missione presso l’Università dell’Arizona.

Poco dopo la scoperta del pennacchio di particelle, il 6 gennaio mentre la sonda si trovava a poco più di un chilometro e mezzo dalla superficie, il team ha aumentato la frequenza delle osservazioni, rilevando la presenza di ulteriori emissioni nell’arco dei due mesi successivi. Sebbene molte di queste particelle siano state chiaramente espulse da Bennu, ne sono state invece individuate altre che orbitavano attorno all’asteroide come mini satelliti, per poi ricadere sulla sua superficie.

«I primi tre mesi di indagine ravvicinata su Bennu ci hanno ricordato cosa significa esplorare: sorprese, rapidità di pensiero e flessibilità. Studiamo asteroidi come Bennu per comprendere l’origine del Sistema Solare. I campioni raccolti da OSIRIS-REx ci aiuteranno a rispondere ad alcune delle più grandi domande sulla nostra origine», ha commentato Lori Glaze, della NASA. Dalle osservazioni terrestri non ci si è nemmeno avvicinati a quella che è risultata essere la morfologia della superficie dell’asteroide. Ci si aspettava una superficie per lo più liscia con alcuni massi di grandi dimensioni, mentre si è rivelata ruvida e densa di massi. Questo significa anche che i piani per la raccolta dei campioni andranno modificati, a causa del terreno accidentato e... sbuffante.