Coelum Astronomia 233 - 2019 - Page 20

Coelum Astronomia

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di Marco Malaspina – Media INAF

Gault, l’asteroide con la coda

6478 Gault è un asteroide di diametro compreso fra i 4 e i 9 chilometri, avvistato per la prima volta nel 1988. Da qualche mese esibisce qualcosa di bizzarro: due lunghe e sottilissime code di polvere che lo fanno somigliare a una cometa. Ma che invece sono il sintomo di un fenomeno di autolesionismo: l’asteroide sta attraversando un processo che potrebbe portarlo all’autodistruzione.

I primi sospetti sono emersi lo scorso 5 gennaio, quando il telescopio Atlas (Asteroid Terrestrial-Impact Last Alert System), dalle Hawaii, registrò per primo la presenza di una coda. Qualche giorno più tardi, a metà gennaio, altri telescopi hanno mostrato che le code erano due. Una successiva ricerca nei dati d’archivio ha poi permesso di stabilire le date esatte in cui sono comparse: il 28 ottobre e il 30 dicembre 2018. Dunque un fenomeno molto recente e destinato a sparire nell’arco di qualche mese, quando la polvere che forma le due scie si disperderà nello spazio interplanetario.

Ma quali sono le cause? Tre le ipotesi in campo, la più improbabile è che sia in corso un processo di sublimazione che lo renderebbe simile a una cometa, ma i dati raccolti la rendono l’ipotesi meno gettonata. Una seconda possibilità è che le code si siano formate a seguito di uno o più impatti. In questo caso però dovremmo vedere polvere anche nei pressi del nucleo e invece non ce n'è traccia nel raggio di 50 metri dalla superficie dell’asteroide. Ciò implica che il rilascio di materia è avvenuto con una velocità iniziale contenuta, incompatibile con l’ipotesi dell’impatto. La misura della velocità relativa della polvere – circa 70 cm/s – ha convinto gli autori dello studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters che probabilmente Gault sta attraversando una fase di autodistruzione dovute al cosiddetto effetto Yorp. Ciò che avviene è che la luce del Sole lo fa ruotare a velocità sempre più elevata, fino a che non si raggiunge una soglia critica oltre la quale l’asteroide comincia a perdere pezzi. Il periodo di rotazione di Gault – definito un “rotatore ultraveloce” – è attualmente di circa due ore: pericolosamente vicino alla soglia critica.

«Gault è una pistola fumante: è il miglior esempio che abbiamo di un "rotatore veloce" prossimo alla soglia delle due ore. Potrebbe essersi mantenuto sull’orlo dell’instabilità per 10 milioni di anni. Poi potrebbe essere stata sufficiente una minima interferenza, l’impatto con un sassolino, per scatenare le recenti emissioni», spiega il primo autore dello studio, Jan Kleyna dell’Università delle Hawaii.

In alto. L’asteroide Gault ripreso dal telescopio spaziale Hubble con le sue due sottilissime code. La più lunga misura circa 800mila km, la più corta 200mila. Crediti: Nasa, Esa, K. Meech and J. Kleyna (University of Hawaii) e O. Hainaut (ESO)